“Un Ballo in Maschera”, la più complessa e,forse, la  più bella opera di Giuseppe Verdi, dopo ben 153 anni dalla sua ultima rappresentazione in città, è in programmazione per  mercoledì 25 aprile alle 21 al Teatro A. Bonci di Cesena. A portarla in scena il soprano cesenate Raffaella Battistini, che interpreterà la protagonista Amelia, per la regia di Gianmaria Romagnoli. A coadiuvarla sul palco Gianni Leccese, Giulio Boschetti, Laura Brioli, Scilla Cristiano, Lorenzo Barbieri, Dante Roberto Muro, Munkiu Park, Guido Bernoni. Le musiche saranno suonate dall’orchestra Città di Ferrara diretta dal maestro Lorenzo Bizzarri e parteciperanno i ragazzi delle scuole cesenati A. Frank, San Giorgio, Plauto. Questa rappresentazione di Un Ballo in Maschera come allestimenti scenici e costumi è tutta “made in Cesena” e  verrà replicata a Genova e Lugo.

Edo Farina  Raffaella Battistini

C’è un aspetto che lega quest’opera, la ventitreesima di Verdi, alla  città –  sottolinea il soprano Raffaella Battistini – perchè il nostro tenore Alessandro Bonci la rese importante per una risata, nel primo atto,  fatta da lui in veste del protagonista Riccardo davanti a Giuseppe Verdi che assisteva come spettatore. L’autore ne fu talmente entusiasta da dire che il lavoro ne veniva stravolto in senso positivo e ringraziò il cantante. Questo fatto fece tanto clamore che  da allora tutti i protagonisti ripetono un’analoga risata”.

A parte questo – continua la cantante  – è un lavoro molto complesso da portare in scena e questo ci riempie d’orgoglio in particolare per la partecipazione di tanti ragazzi delle scuole cesenati. Speriamo di continuare a rendere viva la fiamma di questi spettacoli nelle nuove generazioni. Quello che andiamo a cantare e recitare è proprio il lavoro originale di Giuseppe Verdi senza ritocchi e durerà circa due ore e un quarto”.

L’originalità, prova dell’estro di Verdi,  di “Un Ballo in Maschera – evidenzia il critico musicale bolognese Edo Farina – è che  manca la ‘Cabaletta’,  chiamata così la parte finale, quasi sempre in tempo rapido, di un numero di un’opera italiana strutturata secondo le convenzioni della prima metà del diciannovesimo secolo.  Essa costituisce la sezione conclusiva di una forma nota agli studiosi semplicemente come solita forma. Il termine è riferito ad arie e duetti ma spesso erroneamente chiamata “Aria” come se appartenesse al periodo barocco.  Nei concertati essa è invece definita stretta (termine che più in generale indica una sezione conclusiva in tempo accelerato) pur conservando la medesima struttura. La cabaletta è formata da un periodo musicale ripetuto due volte (talvolta tre nei duetti: una per personaggio e l’ultima a due voci), la seconda delle quali variata ad libitum dal cantante. Le due ripetizioni sono separate da un ritornello orchestrale che vede spesso la partecipazione del coro o di pertichini (parte secondaria che interviene per lo più come controcanto nei pezzi chiusi affidati ai protagonisti,  ingressi di altre voci nelle arie solistiche).  In caso di triplice ripetizione, tale ritornello si colloca tra la seconda e la terza. L’episodio è completato da una coda ad effetto (in genere una stretta) dalle sonorità fragorose, destinata a suscitare l’applauso”. Il biglietto d’ingresso è di 35 euro, ridotto 30 euro, loggione 23euro, speciale giovani 20 euro. Per tutte e informazioni: botteghino teatro A. Bonci, Piazza Guidazzi Cesena, tel 0547355959 – info@teatrobonci.it

Piero Pasini 

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