EDITORIA – Dopo aver scritto una ventina di libri di crescita personale, religione, spiritualità e psicologia (pubblicati metà nel Gruppo Mondadori, Piemme e Sperling&Kupfer, metà con altri editori tradizionali), il ravennate Paolo Gambi ha scelto il self-publishing per questo suo secondo testo di narrativa. Un testo che vuole raccontare storie d’amore impossibili, contornate dalla nobile cornice degli ambienti dell’Ordine di Malta: Gli amori impossibili dei cavalieri di Malta.

Il romanzo è ambientato per metà nel presente, in quell’Ordine di Malta “romano” protagonista di recenti cronache. L’altra metà è ambientata nel medioevo, nella Terra Santa dove i cavalieri, allora detti “ospitalieri”, avevano appena iniziato la loro avventura. In entrambe le collocazioni temporali l’autore svela un volto inedito della vita dei cavalieri. Un volto costruito nella sua verosimiglianza dal colloquio con molti cavalieri del presente e cesellato da accurate ricerche storiche.

Il precedente è il testo “Chevaliers de Malte” (Éd. Flammarion, 1957) di Roger Peyrefitte. Come dichiara Gambi: “fare lo scrittore oggi è un po’ come fare il DJ: bisogna solo remixare in nuove forme ciò che qualcun altro prima di te ha già scritto”. Gambi è infatti stato il primo autore a cui gli eredi di Giovannino Guareschi hanno dato il permesso di scrivere un racconto di “fan fiction” sul “Mondo piccolo” di don Camillo e Peppone

Dopo il successo del romanzo “La spina nel cranio” (recentemente tradotto in portoghese ed in uscita nei mercati anglosassoni, tedeschi ed ispanici), con questa storia di genere “romance” Gambi ha scelto l’Ordine di Malta come primo tassello della sua svolta artistica: raccontare con la narrativa la Chiesa cattolica contemporanea ed inserire nelle vite dei personaggi le dinamiche della crescita personale, del coaching e dei mondi affini alla Programmazione Neuro Linguistica (PNL).

La copertina è stata disegnata da Fabio Visintin, vincitore di Lucca Comics e Comicon e disegnatore di copertine per autori come Camilla Läckberg, Liza Marklund o Henrick Mankell.

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