Don Filippo, il parroco “a tutto gas” finisce anche sul quotidiano Libero. Il suo modo di professare la fede ha colpito positivamente tantissime persone.
A Budrio di Longiano, frazione di circa seicento anime in provincia di Forlì-Cesena, da un paio di anni c’è un giovane sacerdote che annuncia il vangelo con le sue passioni. Così sta facendo parlare di se, soprattutto per alcune scelte un po’ bizzarre che comunque riempiono la sua Chiesa di giovani fedeli. Don Filippo, 42 anni, cesenate, una sfrenata passione per le moto fin da quando era piccolo, è l’inventore dei primi ‘moto-pellegrinaggi’ italiani in Harley Davidson, che da quattro edizioni richiamano oltre un centinaio di biker provenienti dalla Romagna e da fuori regione. Non solo: tra un mese sarà ancora una volta lui a battezzare il primo gruppo locale di motociclisti in versione cattolica. Il 3 febbraio ci sarà il taglio del nastro con i primi 25 aderenti, e visti i notevoli costi del club, per l’avvio il parroco si appoggerà a un altro gruppo già rodato del Cesenate. Don Filippo per tre giorni al mese sarà impegnato a Roma dove si occuperà di newsletter da condividere con tutti i moto club d’Italia e dove organizzerà un grande evento spirituale.
I biker e le loro moto vengono spesso descritti come personaggi un po’ anarchici e ribelli. Eppure nella sua chiesa di Budrio, a detta dei suoi parrocchiani, il ‘don a tutto gas’ sa parlare ai cuori delle persone, fino a riempire ogni volta la Chiesa. Sarà anche per questo motivo che ha inaugurato un’altra strana serie, quella delle atipiche messe all’aperto nel parco. Ma anche quella dei nuovi gruppi scout misti, maschili e femminili. La sua prima, grande, vera passione resta il rombo del motore. Eccolo allora sfrecciare ai suoi moto-pellegrinaggi in mezzo a decine di centauri, mentre ad ogni tappa sale e scende dalla sua potente Harley Davidson Custom 1200. Non prima però di averle benedette tutte prima della partenza.
“Cosa c’entra una moto così costosa col messaggio di povertà? Prima di tutto è un regalo di mio padre”, spiega il don romagnolo. “Del resto fin da piccolo avevo questa forte passione per la moto. E poi devo dire che mi costa più o meno come un’auto. Io quando vado in giro uso la mia moto, quindi metto la benzina lì anziché in un’auto. il motociclismo del resto per me oggi rappresenta un modo diretto ed efficace per attirare i giovani, per avvicinarli alla Chiesa”. E vista la risposta dei parrocchiani la cosa funziona.
Don Filippo, che ha in tasca anche una tessera di giornalista e insegna religione in un liceo a Cesena, ricopre anche un incarico alla Cei. In questi giorni è stato convocato in Vaticano dalla Conferenza episcopale italiana a coordinare il ‘tavolo di lavoro per la pastorale della strada’. Il suo volto è uscito anche sulla prima pagina del periodico ‘Credere’. All’interno don Filippo Cappelli racconta come ha trasformato le sue passioni in strumenti per l’annuncio del Vangelo. “Sì, è vero che sono un patito dell’Harley Davidson”, conclude, “ma quando posso, lo ammetto, vado in giro volentieri a piedi o in bicicletta come don Matteo”.




















