La nuova scena electro internazionale sbarca a Cesena con il concerto di Farao e Jae Tyler, la coppia di eclettici musicisti che si esibirà dal vivo mercoledì 17 aprile al circolo Arci Magazzino Parallelo in via Genova 70, che aprirà per l’occasione dalle ore 18, con inizio concerto previsto per le ore 22 in una serata in collaborazione con Monogawa.

Farao

Il duo nasce da influenze decisamente eterogenee, in quanto Jay Tyler arriva dal Kansas mentre Farao è una polistrumentista di nascita norvegese. La scintilla creativa nasce dal loro incontro a Berlino dove hanno sperimentato un incrocio di songwriting ed elettronica attraverso l’utilizzo di sintetizzatori, cetra, batteria e voce. Il risultato ha dei chiari riferimenti al R&B degli anni ’90, ma sconfina anche nella soviet disco e nella post-wave, creando una proposta musicale inedita ed ammaliante. Un concerto condiviso dalle evocative sonorità di vibrante bellezza di Farao, cantautrice e polistrumentista e Jae Tyler, che si muove tra fantasiose canzoni pop e bizzarri surf rock che richiamano una certa familiarità con artisti quali Ariel Pink, Conan Mockasin e Perfume Genius.

Farao, nome d’arte di Kari Jahnsen, è una giovane songwriter, cantante e polistrumentista norvegese classe 1987 di stanza a Londra, voce leggera e suggestiva fra le più interessanti del momento, collezionista di sintetizzatori analogici vintage. Le atmosfere della musica di Farao riescono nell’effetto di trascinarci direttamente verso i paesi del Nord: grazie a una voce raffinata, incrociando sintetizzatori e batterie, si parla di lei come di una nuova promessa del progressive pop.

Il suo songwriting folk-pop flirta con l’electro-ambient, crea il suo mondo con un’unione elettrica di sintetizzatori, zither, batteria ed espressività vocale, facendo continuamente riferimento all’R&B degli anni ‘90 e alla miniera d’oro intoccata della musica disco soviet. Ha esordito nel 2014 con un Ep omonimo dove ha suonato tutti gli strumenti, registrato da Mike Lindsay (Tunng) in Islanda e pubblicato da Something Nothing dopo l’esperienza Norvegese con i Like Spinning. Un esordio davvero folgorante dalle trame tra folktronica e pop con una grande raffinatezza di esecuzione, dove spicca la sua versatilità vocale, tracce seducenti e minacciose, intime e apocalittiche.

Nel 2015 esce l’album di debutto Till It’s All Forgotten prodotto sempre da Mike Lindsay dei Tunng e mixato da Andrew Scheps, pluripremiato vincitore di Grammy (Hozier, Lana Del Rey, Adele, Cass McCombs) dove Farao dipinge paesaggi sonori ipnotici dalle tinte pop, folk ed elettroniche. Combina il pop celestiale con l’R&B e si sviluppa su un percorso musicale non banale, creando una suite che rispecchia in pieno la personalità dell’autrice. Il disco è composto da brani dalle architetture complesse in cui chitarre, xilofoni e strumenti a fiato sono affiancati da synth che danno un’anima electro all’intera opera e a batterie dal tocco compresso come nel Thom Yorke solista. Farao ha ottime intuizioni e un gusto estetico raffinato, la sua musica veicola emozioni profonde ma impalpabili, quei miscugli di sentimenti indescrivibili a parole. Si passa dalle sovrapposizioni vocali dal sapore björkiano, costellate da synth e delay percussivi, ai ritmi sghembi e piccole dissonanze di chitarre e strumenti a fiato.

Jae Tyler (photo by Kari Jahnsen)

Alla fine del 2018 è uscito il suo secondo LP, “Pure-O”, via Western Vinyl ispirato dalla Soviet Disco e dal R&B anni ’90 è una presentazione di progressive pop immersa nei suoni sognanti e scintillanti della sua collezione di sintetizzatori, brani costruiti con arte, dal tocco quasi cinematografico, che rivolgono un occhio critico ad amore e sensualità, con la chiara e irresistibile influenza di David Lynch.

Jae Tyler viene dal Kansas, non esattamente il primo posto che viene in mente parlando di creatività, ma dopo aver vissuto a Reykjavík e a Berlino diventa una “pre-madonna, post-wave pop icon from the near future” come lui stesso ama definirsi. Con un approccio bizzarro e imprevedibile alla materia pop che ricorda da vicino Ariel Pink, nei suoi colorati video e nei suoi estroversi live si traveste, si trucca e molto altro fino a far sbiadire ogni confine di identità, sessualità e gender. Le sue produzioni sono ispirate ai classici pop 80 e 90, electro-pop con venature glam ed hipnagogiche.

L’ingresso alla serata è ad offerta libera con tessera Arci obbligatoria.

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