350 firme in due ore. Metti un sabato mattina in piazza, un meteo che annuncia afa in aumento, un gazebo con bandiere della Lega e un tavolino con fogli e penne. Questo è accaduto a San Mauro stamane, il tutto “condito” da occhi “indiscreti” a pochi passi dal Municipio.
Jacopo Morrone al gazebo in piazza a San Mauro
Il motivo del contendere? La famosa frase del post su Facebook scritto dal primo cittadino Luciana Garbuglia: “meglio un puttaniere che un ladro razzista”, indirizzata a personaggi politici della nostra Repubblica. Quel post era rimasto lì, in un dibattito pubblico: tantissimi lo avevano letto e già aveva suscitato l’indignazione degli interlocutori. Poi è balzato in poche ore ai media in tutta Italia, con l’articolo di Giubilei sul sito di Nicola Porro. A questo era seguito un post del sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone, e quello del Ministro degli Interni Matteo Salvini, con il paese di San Mauro diviso in due: il centrosinistra (o elettori più ferventi di tale posizione) a difendere il primo cittadino per la “romagnolità” della frase, “tirando fuori” i 49 milioni di euro – o il “sì ha sbagliato, ma” – , e il centrodestra sull’accusa dei toni utilizzati dal Sindaco indirizzati ai leader politici su Facebook. Che è comunque un organo di informazione. E’ pur vero che il sindaco ha tolto il post e chiesto scusa, ma il centrodestra ha rivendicato l’ufficialità di tali scuse e la “cosa” è andata avanti. E’ partita così una raccolta firme a sostegno del centrodestra: “Non è sufficiente una scusa verbale – ha detto Nicola Ravagli – ma chiediamo che le scuse vengano ufficializzate a Salvini e Berlusconi. E vorremmo che le stesse fossero formalizzate a tutti i cittadini”. E in virtù di questo, nella mattinata è partita la raccolta firme: 350 in due ore. Ma continuerà anche nei prossimi giorni.




















