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Allarme zecche, i consigli delle Ausl dell’Emilia Romagna

I consigli utili per tenere lontano il pericolo e gestire l'eventuale contatto: cosa si deve fare e quando è meglio consultare il proprio medico

Il periodo estivo è da sempre sinonimo di relax, passeggiate ed escursioni nella natura, ammirando paesaggi meravigliosi come quelli di cui è ricca lòa regione Emilia Romagna.
Ambienti suggestivi, ma non privi di rischi, come si è potuto constatare nelle ultime settimane, in cui si sono registrate numerose segnalazioni per punture di zecche. La proliferazione delle zecche nelle aree di collina e di montagna è causata dalla massiccia presenza di animali come caprioli, daini e cinghiali.
Per informare adeguatamente i cittadini riguardo alla pericolosità di questi parassiti, che possono trasmettere gravi malattie all’uomo (tra cui la Malattia di Lyme), e ai comportamenti da adottare per prevenire il contatto o in caso di puntura, l’Azienda USL di Modena e  altre Ausl dell’Emilia Romagna hanno predisposto una campagna di prevenzione, realizzata dagli esperti del Servizio Veterinario del Dipartimento di Salute Pubblica.

Tra i primi suggerimenti, sempre validi quando ci si reca in boschi, parchi e aree naturali in genere, l’utilizzo di repellenti specifici e l’adozione di un abbigliamento idoneo: maglia e pantaloni lunghi, calzini bianchi e scarpe chiuse. Durante l’escursione o la passeggiata, è bene camminare lungo i sentieri segnati, evitando di avventurarsi nell’erba alta, mentre una volta tornati a casa il consiglio è di lavare i vestiti a una temperatura superiore ai 30 gradi. Fondamentale, inoltre, un controllo approfondito del corpo, letteralmente dalla testa ai piedi, per individuare eventuali presenze di larve di zecche, che possono assomigliare a piccoli nei. Se si dovesse scoprire di essere stati punti, bisogna rimuovere la zecca:

“Utilizzando le apposite pinze staccazecche, reperibili anche in farmacia – spiega Giovanni Zecchini, Direttore dell’Area Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche dell’Azienda USL di Modena – e riponendola all’interno di un contenitore chiuso. L’area interessata va poi disinfettata e il contenitore con la zecca va portato al Servizio Veterinario dell’Azienda USL per l’identificazione o altri approfondimenti”. Incaso di puntura, ad ogni modo, va consultato il proprio medico, specialmente se non si riuscisse a togliere la zecca, se dovessero insorgere infezioni localizzate, febbre e dolori articolari o in caso di mancata copertura della vaccinazione antitetano. Un’attenzione particolare, infine, è da porre nei confronti dei nostri amici a quattro zampe, che, in caso vengano punti, possono veicolare le zecche negli ambienti di casa.

Cosa fare in caso di puntura da zecca

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