C’è chi dice no.

L’ultimo DPCM del Governo, per contrastare l’emergenza Covid-19 di fronte alla seconda ondata di contagi, impone la chiusura delle palestre dal 26 ottobre al 24 novembre. Questa volta però, c’è chi non intende stare con le mani in mano e si oppone alla decisione, avviando una forma di disobbedienza civile.

A Cesena, la scuola di forza Alfa Zone, rimane aperta.  

Il suo gestore, Fabrizio Borghetti, rimane saldo sulle proprie idee e dice: “Ho deciso di rimanere aperto perché penso sia la cosa giusta da fare. Se nessuno si oppone a un decreto ingiusto, vuol dire che c’è una tacita accettazione, quindi è complicità.

So che corro dei rischi, ma qualcuno deve iniziare a fare qualcosa perché credo sia assurdo che debba aspettare le 18:30 di una domenica sera per sapere se il giorno dopo andrò o meno a lavorare. Credo sia assurdo che, se un titolare di una palestra non rispetta le norme igienico-sanitarie, a pagare debbano essere tutti i gestori di tutte le palestre d’Italia, ma dovrebbe essere lui stesso a pagare ed essere perseguito dalla legge.

Penso sia giunto il momento di assumersi le proprie responsabilità e fare la cosa giusta, sono convinto di star facendo la cosa giusta perché, tramite social, sto ricevendo numerosi commenti positivi e di supporto.

Ho iniziato ad allenarmi all’età di quattordici anni e, l’opinione pubblica, ha sempre pensato che il sollevatore di pesi sia un debole e un insicuro. Riguardo ciò, in base al numero di persone che seguiranno questa iniziativa, capiremo se l’opinione pubblica ha avuto oppure no sempre ragione. Se verrò seguito da altri miei colleghi in questa iniziativa, automaticamente saprò che, tutte le ipotesi sempre fatte, erano assolutamente false. Se invece, tutti rimarranno a casa ad aspettare che qualcuno ci faccia tornare a lavorare, allora l’opinione pubblica avrà sempre avuto ragione.

In questo momento, le palestre aiutano le persone a rimanere sane di mente, sane di corpo e a ridurre gli stati infiammatori e noi oggi, sappiamo che il Covid-19 colpisce prevalentemente gli stati infiammatori. Quindi noi non siamo il problema, ma siamo parte della soluzione.

Concludo dicendo che “essere forte”, non è “essere forte” sul web. Chiunque si lamenti sul web non fa altro che piagnucolare come un bambino e non sta facendo alcuna scelta. Insultare il Governo tramite social, non porterà a nessun cambiamento. Troppo facile insultare qualcuno sul web, più difficile è fare delle scelte riguardanti la vita vera e per affrontare le cose difficili, servono persone in grado di mostrare che le sanno affrontare. Io sto semplicemente dimostrando il mio dissenso e stare chiuso in casa o scendere in piazza, non avrebbe dimostrato niente a nessuno, perché, a nessuno frega niente che tu scenda o meno in piazza.”

Foto e articolo di Gloria Teti

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