Non sembra poi così malvagio, questo nuovo Cesena che tra poco più di 48 ore farà il suo debutto in campionato contro l’ostico Gubbio. Vero, mancano ancora due o tre tasselli (di qualità, non ciofeche) per completare il puzzle. Però, in casa bianconera, le certezze non mancano. Bomber Bortolussi, innanzitutto. E poi ancora Nardi, Gonnelli, Ciofi, Steffè, Ardizzone e (forse) Zecca. Il poliedrico Ilari può fare bene e – vai con la banalità che però fa rima con verità… – se l’ex Monza Rigoni riuscirà a sfoderare in Romagna (almeno) il 50% del suo talento, a Cesena ne vedremo delle belle. Delle bellissime.
CAPORETTO BIANCONERE – Epperò ci sono anche tante incognite, in riva al Savio. Ci mancherebbe altro. Perché là dietro ci sono troppi ragazzini che devono dimostrare ancora tutto (l’aver ‘obbligato’ l’esperto Ricci a fare le valigie è stato un autogol pazzesco). Perché là in mezzo un ‘vero’ tentativo per San (Di) Gennaro – uno che, la Serie C, la potrebbe fare ad occhi chiusi con una sigaretta in bocca – lo si doveva fare ad ogni costo. Perché là davanti Caturano dovrà dimostrare con i fatti di essersi messo alle spalle il suo ultimo periodo da film horror. Perché là in panchina l’aziendalista (pure troppo…) Viali dovrà fare i conti con una piazza che, dopo i tanti tragicomici harakiri interni della scorsa stagione, non ha più tanta voglia di perdonare altre Caporetto in salsa bianconera.
LE MAGNIFICHE QUATTRO – Domandona: dove può arrivare questo (in attesa dell’arrivo degli americani) povero Cesena? Rispostona: e chi lo sa!?! Anche se, al momento, promozione diretta fa rima ovviamente con utopia. O con bestemmia, fate voi. Ora come ora, nella Terra del liscio e della piadina, meglio ambire dunque ‘solo’ a un buon piazzamento in chiave play-off. Anche perché Modena, Reggiana, Virtus Entella e Pescara sembrano di un’altra categoria. Anche perché in questo girone molto competitivo ci sono almeno altre 2-3 squadre (occhio a Siena, Viterbese ed Ancona) che sognano in grande. Anche perché, alla guida di questo Cesena, non c’è né Castori né Bisoli. E nemmeno uno fra Tesser e Bucchi. Ma soltanto un allenatore (al momento) ‘semplicemente’ normale.
SENZA IL TABACCAIO – Due ultime cose, in chiusura. Grazie ai già citati Ricci e Di Gennaro per aver aspettato il Cesena sino alla fine. Davvero, grazie. Grazie di cuore. E grazie pure al caro ‘vecchio’ Capellini, che – lo sa bene anche lui – non avrà certo i piedi da Serie A (e forse nemmeno da Serie B), ma che in questo Cesena ci sarebbe stato non bene. Ma benissimo. Perché il calcio non è un’equazione perfetta. Perché nel calcio non conta solo la qualità. Ma anche la grinta, la corsa, l’attaccamento alla maglia, il cuore. Eccovi servita, sui titoli di coda, un’altra bella domandina: ma questo Cesena orfano (anche) del Tabaccaio delle Vigne c’è l’ha un cuore? Ai posteri – anzi, alle prime 5-6 giornate – l’ardua sentenza. Nel frattempo…continuate a tifare. Rigorosamente in bianconero. Il bianconero giusto, però.
Flavio Bertozzi
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