Inquinanti entro i limiti di legge, negli undici punti scelti il 13 giugno per il campionamento delle acque da Goletta Verde di Legambiente, lungo le coste dell’Emilia-Romagna. “Un monitoraggio che, dopo le intense piogge del mese di maggio che hanno causato numerose criticità depurative lungo tutta la costa, ha risentito dell’improvviso cambio di temperature e delle condizioni meteorologiche avvenuto a inizio giugno”, dice Legambiente. “Non si possono però certo trascurare irregolarità segnalate da bollettini Arpae prima e dopo il periodo in cui sono avvenute le rilevazioni e a cui sono seguiti divieti di balneazione sul territorio regionale. Grave infatti l’episodio di inquinamento rilevato il 24 giugno dalle misurazioni di Arpae alla foce del Marecchia, che ha visto un superamento dei limiti”, prosegue l’associazione che ha fatto tappa a Rimini, da dove ha rilanciato la campagna “per liberare l’Emilia-Romagna dall’usa e getta richiedendo alla Regione un impegno concreto”.

“Nonostante i dati di quest’anno siano incoraggianti, non va dimenticato che sono già quattro le procedure di infrazione comminate all’Italia dall’Ue – sostiene Mattia Lolli, portavoce di Goletta Verde – con un nuovo deferimento alla Corte di Giustizia arrivato pochi mesi fa. Soldi che avremmo potuto spendere per progetti innovativi a tutela del mare. Il nostro obiettivo è tenere alta l’attenzione contro la mala depurazione, le trivellazioni di petrolio, il cemento illegale e il marine litter. Crediamo siano questi i veri nemici del mare da fermare ad ogni costo, purtroppo ci sembra che l’attenzione del Governo sia diretta su tutt’altro. È ora di dire basta ad ogni forma di alibi e intervenire in maniera decisa per porre fine a queste emergenze che causano danni all’economia, al turismo e soprattutto all’ambiente”.

 

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