Vigilia di Pasqua, una giornata dal tempo incerto. Mi azzardo ugualmente ad andare a fare un giro con mia figlia, a Perticara di Novafeltria. C’è la casa da aprire, per darle aria, per fare entrare la luce e la primavera, insieme ai suoi colori e alla sua passione. La solita E45, buche, cambi di corsia, fino a Montecastello.

Piove, un gran acquazzone. Esco, imbocco la scorciatoia per Romagnano. Sbuca un timido raggio di sole e, dopo la salita, il mio occhio è rapito, punta a destra, verso Sarsina. Meraviglia! In mezzo alla conca, fra fossi e calanchi, eccolo, un sogno. Un arco perfetto di tutti i colori. Non in cielo, ma fra l’erba, fra i campi, privo di uno sfondo infinito. Lì, delimitato nella sua fiabesca inconsistenza, a lasciarmi incredula, stupefatta, in una commozione di tipo fanciullesco. Una giornata che continua, su, a Perticara, tra altre piogge e altri ritorni del sole. Fra venti e nuvole blu cobalto. Finché il mio cuore reggerà a queste continue emozioni, questi sobbalzi, sarò sempre alla ricerca, di cosa non so, ma è così bello che forse non lo voglio neanche sapere.

Chiara Dall’Ara

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