Oggi costretta, come tantissimi professionisti, all’inattività forzata, causa Covid 19, non si è lasciata prendere dallo sconforto, ma sostenuta, come lei stessa ammette, da uno sconfinato ottimismo, cerca, in questo momento di grave difficoltà, di individuare quelle briciole di positività che possono essere presenti in una pandemia con conseguenti look dawnechiusura di tutte le attività ludiche e culturali. Uno stop che offre, quindi, molto tempo per riordinare le idee e studiare nuove alternative e iniziative da proporre e realizzare non appena si potrà ritornarea vivere in serenità. Tempo disponibile di cui ha approfittatoanche “Romagna Uno” per uno scambio di opinioni.

Luana la sua storia artistica inizia all’età di sei anni, anche se cantare era unhobby e non pensava certo potesse diventare un professione. Ne parliamo?

“Ho iniziato con la partecipazione allo “Zecchino d’Oro” e poiché all’epoca, parlo degli anni ’70, c’erano molti concorsi canori per bambini,partecipavo con ottimi risultati e la cosa ovviamente mi gratificava. Mi piaceva molto, però, anche lo studio. Ho frequentato il Liceo Classico e l’Università alla Facoltà di Psicologia. Un realtà ben diversa da quello dello spettacolo canoro. Non ho mai abbandonato però la canzone e a 14 anni ero la voce di un complesso giovanile col quale mi esibivo solo nei fine settimana”.

Lei è stata per anni, la cantante di una delle formazioni più famosein Italia, con esperienze anche internazionali. Mi riferisco all’Orchestra Casadei guidata dal maestro Raoul Casadei. Come è nata questa collaborazione?

“In maniera casuale. Poiché la cantante ufficiale aveva avuto un problema di salute fui contattata per sostituirla temporaneamente. In seguito la giovane comunicò che stava per diventare mamma e fui, allora, “designata” come voce ufficiale dell’orchestra. Potrà sembrare strano, ma all’inizio rifiutai. Certo non è usuale che una giovanissima cantante rifiuti un’occasione del genere. Un’offerta proveniente da un’orchestra, affermata, con musicisti di chiara fama, respinta da una giovane sedicenne , sì di belle speranze, ma ancora nessuno nel mondo della canzone, poteva sembrare un “sacrilegio”. Io, però, avevo altri progetti. Mi sarebbe piaciuto viaggiare per motivi di studio, inoltre la musica popolare, il liscio, non mi piaceva troppo. Tuttavia di fronte alle insistenze anche delle persone vicine, alla rassicurazione che avrei potuto lasciare, se non mi fossi trovata a mio agio, unita alla allettante proposta economica che mi era stata fatta, cedetti e accettai. Ma ancora non credevo che quella sarebbe stata la mia professione. Mi vanto però di essere una perfezionista e le cose mi piace farle al meglio, tanto che mi iscrissi al Dams di Bologna. Una esperienza formativa assolutamentepositiva che ha contribuito non poco alla mia formazione professionale”

La sua storia personale testimonia che ha maturato anche esperienze come solista. Ha partecipato al Festival Bar e ha lanciato canzoni di successo. Poi è ritornata all’orchestra Casadei che era alla ricerca di una cantantedi qualità. In questa circostanza è maturato anche il rapporto con Renzo Vallicelli, dal quale ha avuto due figli. Dopo 10 anni ha creato un nuovo gruppo da lei guidato. Nel prosieguo della carriera ha avuto rapportiprofessionali con altre cantantied emblematica è stata l’esperienzadelle “Cantantesse” vale a dire il trio composto da lei, Patrizia Ceccarelli e Roberta Cappelletti.

“Va detto che il nome “Cantantesse” non propriamente un capolavoro fonetico, è stato ideato dalla mente poliedrica di Michele Minisci in occasione di un concerto in cui cantammo anche brani di jazz.Conosco Robertae Patrizia praticamente da sempre. Anzi con quest’ultima ero allievanella stessa classe di canto. C’è, poi, una profonda stima che mi lega alle colleghe e non è mai sorta alcuna rivalità tra noi. La nostra prima esibizione assieme fu cinque anni fa a Castrocaro, in una serata in cui facevano cartello le “Regine di Romagna”, appunto noi tre. Fu un successo memorabile che, se possibile, cementò ancor più un rapporto reciproco fatto di sincera amicizia, smentendo le dicerie che nel mondo dello spettacolo si vive di invidie e concorrenza. L’iniziativa è stata poi ripetuta negli anni seguenti in agosto. Per quanto riguarda le “Cantantesse” va detto che fu Minisci a chiederci di fare una serata a teatro e anche in questo caso fu un evento memorabile”.

Hadetto che il liscio non è proprio al primo posto nella graduatoria delle sue preferenze musicali. Una ragione in più per chiederle se non ritiene che il liscio o meglio la musica romagnola sia stata troppe volte associata alla sagra paesana, al vino e alla piadina, svilendone la caratura artistica e culturale, mentre è un genere che ha una sua nobiltà legata alla tradizione e ai costumi della Romagna.

“Concordo totalmente. Purtroppo molte volte non diamo il giusto peso alla musica popolare romagnola. Mi si passi il paragone ardito, ma quante volte non ci accorgiamo delle bellezze architettoniche che abbiamo sotto gli occhi! Non le vediamo perché ormai fanno parte del nostro orizzonte quotidiano. Debbono essere altri a farcelo notare. Lo stesso avviene con la nostra musica folk. Tra l’altro il liscio non è affatto facile da suonare. Certi pezzi sono assolutamente impegnativi e chiedono virtuosismi chenon tutti possono permettersi”.

Appurato che, come cantante eclettica, affronta brani di ogni tipo, qual è la canzone del suo repertorio che più le piace?

“Senza dubbio “Tradizioni” , una canzone molto emozionante, malinconica e attualissima”.

Il cronista non dovrebbe intervenire con intromissioni personali nell’intervista, ma c’è una curiosità da soddisfare. E la canzone “Maestro Ascoltami”?

“Questa è opera mia. Un brano talmente bello e commovente che mi ha emozionato. Un canzone che Renzo ed io sentivamo nostra in modo particolare, al punto ch non l’ho mai più cantata con un altro, perché il brano era nato da una suggestione particolare ed è, per me difficile riproporla in altre circostanze.

Luana lei è anche una conduttrice televisiva, ruolo che le si attaglia alla perfezione in virtù sia della bella presenza, della dizione perfetta e di una capacità di intrattenimento non comune. Vuole parlarcene?

“Ho iniziato la mia attività prima a Teleromagna quando l’emittente di proprietà di AnnibalePersiani era ancora agli albori ed aveva sede in Corso della Repubblica. Conducevo il programma “Rosso e Nero” con Renzo. Qui mi sono fatta esperienza cercando di comprendere i vari tipi di messaggio che la Tv invia. Ho sempre preferito la diretta perché essendo spontanea non mi piace seguire un copione. Fui poi chiamata a Videoregione e lì sono rimasta fino a pochi mesi fa, andando in onda tutti i giorni e raggiungendo il traguardo dei 29 anni di collaborazione”

Possiamo scendere nel privato, chiedendo notizie su famiglia efigli?

“Ho due figli, Riccardo e Nicolò, gemelli, di 23 anni, per 1.95 di altezza. Sono le mie guardie del corpo. Il padre è Renzo col quale sono stata dieci anni. Attualmente sono single e aspetto ancora l’uomo della mia vita (sorride n.d.r.)”.

Sappiamo anche che ha tentato l’avventura in politica?

“No, nessuna velleità politica. Io sono stata solo un prestanome. Avevano chiesto il mio nome, ma io non sono mai stata attiva. Non me lo sono potuto permettere perché andava a discapito della mia professione. Ho avuto subito sentori poco positivi. Non appena si è sparsa la notizia del mio nome in una lista, seppure civica, tre locali hanno disdetto i contratti con la mia orchestra. Ora sapendo che personalmente non era interessata all’argomento, perché la politica deve essere sposata da chi può dedicarle tempo e passione e non era il mio caso, ho lasciato che utilizzassero il mio nome, ma non mi sono mai interessata al ben che minimo impegno”.

Roberto Zoli

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