La categoria degli agenti rappresentanti, spina dorsale della rete distributiva nel Paese, è tra le più colpite dall’emergenza socio-economica scaturita dalla pandemia e sta subendo nuove perdite significative per le limitazioni alle attività commerciali a cui si rapportano in seguito alle restrizioni degli ultimi Dpcm, che indirettamente colpiscono anche il nostro comparto, nevralgico per l’intermediazione dei prodotti e delle merci.
Fnaarc Confcommercio, in questi otto mesi intercorsi dall’inizio dell’emergenza covid-19, si è prodigata per fornire un accompagnamento a 360 gradi agli operatori associati, cercando di recepire tutte le loro istanze per rispondere alle impellenti esigenze di sostegno sotto il profilo economico e finanziario.
A monte c’è una questione prioritaria di riconoscimento della centralità e della dignità di una categoria che vannsalvaguardate, sostenute e incentivate,
con appositi indennizzi per far fronte alla perdite di fatturato provocate dalle
conseguenze della emergenza sanitaria.Fnaarc è dunque ogni giorno di più a
fianco delle imprese grazie alla capillare rete della sua rappresentanza che si
irradia dal centro della Federazione sino agli avamposti territoriali, e, unitamente ad altre sigle in rappresentanza anche dei sindacati confederali, ha inviato una lettera al Governo inerente agli interventi in favore degli agenti di commercio previsti dal “Decreto Ristori”.
Nella lettera vengono ribadite da parte di Fnaarc Confcommercio e degli altri firmatari le istanze contenute in precedenti comunicazioni del 24 giugno e del 9 settembre scorsi, relativamente alla concessione di ristori e indennizzi per la categoria, in quanto riteniamo non più procrastinabile l’adozione di provvedimenti a sostegno di questo comparto di lavoratori che, ogni anno, intermedia più del 70% del Pil del nostro Paese.
Si tratta di provvedimenti che il Dpcm del 24 ottobre e il nuovo Dpcm in vigore da oggi rendono ancora più urgenti,
considerato che l’obbligo di chiusura di numerose attività commerciali e turistiche comporta l’impossibilità anche per gli agenti di commercio, i quali operano rapportandosi a queste categorie, a svolgere il proprio lavoro. Uno stato di fermo che si ripercuote sulle attività, ulteriormente aggravato dalle ennesime lFimitazioni.
Fnaarc ritiene dunque che sia come minimo doveroso inserire tra i beneficiari del “Decreto Ristori”, anche gli agenti di commercio coinvolti indirettamente dalle chiusure previste dal Dpcm (facilmente individuabili attraverso gli specifici codici Ateco) i quali vedranno notevolmente diminuire, se non azzerare completamente, le vendite ai clienti delle categorie coinvolte. Se entriamo nelle pieghe del provvedimento governativo ciò trova fondamento nello stesso Dl Ristori che all’articolo 1, comma 2, prevede che possano essere individuati ulteriori codici Ateco riferiti a settori economici aventi diritto al contributo, ulteriori rispetto a quelli riportati nell’Allegato 1 del decreto. Insomma: se c’è la volontà politica, si può intervenire immediatamente.
Fnaarc Confcommercio auspica inoltre, nella fitta rete di rappresentanza che il nostro presidente nazionale Petranzan e tutta la struttura stanno attuando a
servizio degli agenti di commercio, che il Governo voglia tener conto delle criticità che da mesi stiamo segnalando relativamente all’applicazione del Fondo Perduto per il comparto degli agenti di commercio, una misura che deve essere assolutamente applicata. Fnaarc chiede dunque di sostenere, ristorare e indennizzare il comparto in tempi rapidi e certi, senza abbandonarlo a sè stesso. Il nostro impegno continua ogni giorno sul campo a fianco degli agenti di commercio che non lasceremo mai soli.
Augusto Patrignani presidente Fnaarc Confcommercio cesenate




















