Vi racconto una brevissima storiella. Fresca fresca. Il mio amico Marcello ha scelto proprio Cesena-Carpi per far debuttare al Manuzzi suo figlio di 7 anni, Mattia. Sapete, a fine gara, cosa ha detto questo bimbetto al suo adorato babbo? ‘Papà, te lo dico subito: io allo stadio non ci vengo più! Tanto qui non succede mai niente. Tanto, questi qua, non sanno neppure giocare a calcio. Il sabato pomeriggio preferisco andare con la mamma a fare la spesa alla Conad. O stare a casa a guardare in tv con la nonna le repliche di Pollice Verde. La trasmissione di Luca Sardella…”.
IL DOMANDONE – Ecco, è racchiusa in questa ‘semplice’ (ed inquietante) dichiarazione del piccolo Mattia l’attuale stato di degrado in cui versa il calcio cadetto. Chi segue regolarmente la B, chi poche ore fa era al Manuzzi, sa di cosa sto parlando. Vero? ‘Che noia che barba che barba che noia’: può essere sintetizzato con questo semplice refrain (preso in prestito dalla mitica Sandra Mondaini) lo svolgimento di Cesena-Carpi. Una parata di Fulignati su Saric, un guizzo del redivivo Laribi nella ripresa. E basta! Non ha regalato nient’altro (di bello) questa partita infarcita di sbadigli, di errori pacchiani, (domandona: ma il ‘povero’ Donkor sa davvero giocare a calcio?), di scivolate da Paperissima Sprint (il sintetico del Manuzzi continua a fare più pena della canzone sanremese di Luca Barbarossa), di interrogativi (ma Perticone paga qualcuno per essere schierato a sinistra?).
RIPOSATISSIMI – Pareggiare col Carpi? Ci sta, ci sta. Il Cesena non è mica il Real Madrid. Fa però riflettere il fatto che il Cavalluccio, dopo aver gettato (vergognosamente) alle ortiche due punti già sicuri con la Pro Vercelli, contro i spuntatissimi emiliani di Calabrò abbia in soldoni giocato solo una decina di minuti. Nella ripresa. Contro Garritano e soci, Castori, doveva fare più turnover (e non solo perché gli ospiti sono sbarcati in Romagna riposatissimi…). Doveva osare di più. Uno come Chiricò, poi, non può essere lasciato marcire in panchina in questo modo (siamo ormai a metà marzo: ma se non gioca adesso l’ex Foggia quando gioca? Ad agosto?). Profuma dunque di (ennesima) occasione non sfruttata, questo 0-0. Questo brodino caldo pre-primaverile arrivato in questo tiepido sabato infarcito di dubbi, paure, incazzature, noia. Tanta noia. Troppa noia.
LUCA SARDELLA – Avanti così, dunque. A piccoli passi. Sperando che venerdì prossimo, a Foggia (dove mancheranno sia Jallow che Esposito, squalificati), il Cesena mostri un po’ più di brio. Di vitalità. Di intraprendenza. Come a La Spezia. Ma sì, lo dice (anche) la classifica: ci si può salvare anche così. Tra (pochi) alti e (tanti) bassi. Tirando una (o due volte) a gara verso la porta avversaria. Sperando soprattutto nelle disgrazie altrui. Non lamentiamoci troppo, sennò i ‘soliti’ ci danno dei cattivoni. Dei criticoni. Dei rompicoglioni ad oltranza. Prima di chiudere però, un consiglio al mio amico Marcello, lo voglio dare: non provare a far cambiare idea a tuo figlio, che ha già capito tutto. Tienilo lontano da questa spazzatura ‘chiamata’ serie B. E da questo tristissimo Cesena. Almeno per i prossimi 3 mesi. Meglio l’Iper. Meglio Luca Sardella. Anche se a dire il vero, scegliere fra Donkor e Luca Sardella, è davvero una gara dura. Durissima.
Flavio Bertozzi
CESENA – CARPI 0-0
CESENA: Fulignati; Donkor, Esposito (28′ st Suagher), Scognamiglio, Perticone; Kupisz (32′ st Moncini), Schiavone, Di Noia, Vita (1′ st Laribi); Dalmonte; Jallow. A disp: Agliardi, Melgrati, Eguelfi, Chiricò, Cacia, Fedele, Ndiaye. All:Castori
CARPI: Colombi; Pachonik, Sabbione, Capela, Poli; Concas (31′ st Melchiorri), Verna, Mbaye, Garritano (39′ st Bittante); Pasciuti; Mbakogu (26′ pt Saric). A disp: Serraiocco, Brunelli, Giorico, Malcore, Di Chiara, Palumbo, Calapai, Jelenic, Saber. All: Calabro
ARBITRO: Di Paolo di Avezzano.
