Sabato 22 settembre alle 17.00 nella Sala Lignea della Biblioteca Malatestiana sarà presentata la mostra “Metamorphica” di Marisa Zattini, allestita nella Sala Piana della Biblioteca Malatestiana e nella Chiesa di San Zenone.

La presentazione avverrà alla presenza dell’artista Marisa Zattini, dell’Assessore all’Europa Francesca Lucchi, dell’Assessore alla Cultura Christian Castorri e del direttore di Palazzo Ghini Monsignor Ernesto Giorgi. Seguirà l’inaugurazione della mostra in Sala Piana.

Le opere, consistenti in interventi a china su lettere antiche e in grandi tavole a getto d’inchiostro su lastre di alluminio, approdano a Cesena dopo l’esposizione greca alla Moschea Yeni Camii a Salonicco e si suddividono tra la Sala Piana della Biblioteca Malatestiana e la Chiesa di San Zenone.

In particolare, nella Sala Piana troveranno collocazione tutti gli interventi a china su lettera antiche curate dall’architetto Augusto Pompili, abbinati alle trasmutazioni su lastra di alluminio di piccolo formato, per restituire un compendiario intenso e suggestivo di una memoria “erborea” di stampo medievale. I lavori sono collocati a fianco dell’Erbario di Rimini (Biblioteca Gambalunga), opera del XV secolo che contiene 101 immagini di piante con relativa denominazione di specie e informazioni sulle proprietà curative, in parte fonte ispiratrice di questi lavori.

La Chiesa di San Zenone, invece, accoglierà le grandi tavole a getto d’inchiostro “Piante, Clessidre e Ali”, elaborate su lastre di alluminio lucidate a specchio, controcanto modernissimo alle lettere antiche.

L’allestimento della mostra è curato dall’architetto Augusto Pompili, mentre tutte le opere della mostra sono descritte nel catalogo trilingue (italiano, greco, inglese) che contiene anche una campionatura di testi critici di Giovanni Ciucci (che ha anche composto la sonorizzazione “Suolo Celeste”), Gian Ruggero Manzoni, Gabriella Baldissera, Enrico Bertoni, Veronica Crespi e Fabrizio Parrini.

Spiega Marisa Zattini: «I recenti erbari realizzati per la mostra nella Moschea Yeni Camii di Salonicco, presentati oggi a Cesena, possono essere intesi come dilatazioni di isole percettive che da tempo vado indagando. Una sorta di “contrappunti” iconici, di sigilli ideali posti ai sogni di antiche identità storico-scientifico mutanti. Identità semantiche che non hanno ancora esaurito le latenze multiple di un’ars reminiscendi. Persistenza di un desiderio, forse, di ri-composizione delle cose. Per ri-conoscere e riaffermare, entrando idealmente nelle loro forme, ciò che il tempo ha disperso e reso superfluo, finanche inutile. Così una missiva d’epoca – circa di due secoli fa – ad un primo sguardo trasmuta le parole calligrafiche in senso lato, emotivamente. Descrittivamente, le possiamo infatti immaginare legate alla narrazione visuale del disegno, tracciato con china e pennino. Appunti e testimonianze d’altri tempi, per mondi immaginari coinvolgenti. Testimonianza di piante metamorfiche mai esistite ma solo sognate e vagheggiate. Il dominio della parola ha ceduto il suo senso ad una realtà più composita e organica. Anche la nozione stessa di “erbario” ha perduto la sua identità per acquisirne un’altra, succedanea, che si sovrappone e giustappone quale immagine iconica rinnovata. Soprattutto nella trasmutazione in negredo che realizzo grazie alle tecnologie del nostro tempo. Il messaggio linguistico descrittivo viene sostituito da emblemi differenti che inglobano i vecchi segni ai nuovi, ridefinendo inediti percorsi fantastici. Il nodo figurale che ne emerge intreccia la mia ricerca inconscia negli smottamenti della memoria, nelle subsidenze di un tempo senza più tempo, che mescola e rimescola scrittura a segno, per coglierne nuove velate essenze, per estrarne succhi rigeneranti e alchemici. Dall’iniziale Erbario manoscritto riminese, terra germinante, opera di anonimo del 1440-1450 ca. – «composto da 92 pagine figurate che contengono 101 immagini di piante oltre alla denominazione della specie e alle informazioni sulle “virtù”, cioè sulle proprietà curative così dell’intera pianta come delle sue singole parti, sui suoi poteri come talismano, nonché sul cosiddetto “tempo balsamico”, vale a dire la stagione e l’ora in cui la pianta è più attiva ed efficace» – ne è emersa una summa trasmutata di “fogli sparsi” e dissimili a ricomporre un prontuario fantastico, artificioso e metamorfico, dove il messaggio linguistico recuperato si discioglie e si integra sui livelli multipli dell’arte».

Metamorphica rimarrà allestita fino al 4 novembre e sarà visitabile nei seguenti orari: in Biblioteca Malatestiana il lunedì dalle 14.00 alle 19.00, dal martedì al sabato dalle 9.00 alle 19.00, domenica e festivi dalle 10.00 alle 19.00; alla Chiesa di San Zenone il venerdì dalle 16.00 alle 19.00, sabato e domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00.

Metamorphica è organizzata da Il Vicolo Sezione Arte – Società di Servizi Culturali&Progetti Espositivi – 0547 21386 –arte@ilvicolo.com e promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Cesena e da Palazzo Ghini – Chiesa di San Zenone.

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