La natura offre una serie infinita di realtà meravigliose, alcune delle quali addirittura incredibili per la loro straordinaria unicità. Una di queste appartiene al mondo animale ed ha un nome scientifico degno di uno scioglilingua Electrophorus electricus, più comunemente chiamata Anguilla elettrica. Questo pesce, oltre alla unicità del suo comportamento, ha pure la caratteristica di essere conosciuto con un nome errato, in quanto, in realtà,appartiene all’ordine dei pesci coltello neotropicali più strettamente legati ai pesci gatto. Ma al di là delle distinzioni di genere, ciò che rende curioso e unico questo pesce è la possibilità di trasmettere scariche elettriche che possono raggiungere gli 860 volt di potenza, in grado di uccidere anche un uomo. Ma non è questo lo scopo precipuo per cui la natura loha fornito d una simile arma. L’utilizzo primario sta nella necessità di alimentarsi. Le anguille elettriche sanno dosare la potenza delle loro scariche a secondo delle necessità. Una di debole portata viene utilizzata per orizzontarsi nell’ambiente circostante e rilevare una possibile preda. A questo punto producono scariche di intensità massima, tali da costringere la vittima a movimenti incontrollati e stordenti, tali da consentirne l’esatta localizzazione e successivamente aspirarla fino ad inghiottirla. Un’altra caratteristica notata dagli studiosi consiste nel fatto che l’anguilla elettrica, se deve produrre una potenza al massimo grado, si raggomitola su sé stessa facendo contatto con due punti del corpo. Se particolarmente disturbata è in grado di produrre scariche elettrice a intervalli regolari per almeno un’ora continuativamente. Sono animali piuttosto grandi, possono raggiungere anche i due metri di lunghezza per 20 chili di peso.La loro dieta è varia, si nutrono preferibilmente di piccoli invertebrati e granchi, manon disdegnano anche pesci e piccoli mammiferi. Le anguille elettriche sono molto prolifiche anche se il loro comportamento riproduttivo è abbastanza insolito. Nella stagione secca il maschio con la saliva appronta una sorta di nido nella quale la femmina depone fino a 3.000 avannotti.Singolare che questi ultimi appena nati possono nutrirsi degli embrioni e delle uova non ancora schiuse, anche della propria covata.A sottolineare quanto gli studiosi siano rimasti affascinati da questo animale provvede un passo tratto da “Caffè Ippocrate” di Salvatore Giannella, giornalista, studioso e scrittore: “: un team di ricercatori della Smithsonian Institution coordinati da David de Santana ha scoperto e sta studiandodue nuove specie di“anguille elettriche”, una delle quali (l’Electrophorus voltai) è capace di sprigionare una potentissima scarica elettrica di 860 volt. Nessun altro animale al mondo è capace di generare bioelettricità con un tale voltaggio: si tratta di una scarica così forte da poter uccidere un uomo adulto e in perfetta salute. Proprio l’elettricità degli animali era la passione del fisico forlivese Carlo Matteucci che, portando a compimento gli studi già avviati da Alessandro Volta e Luigi Galvani, studiò a lungo i cosiddetti “pesci elettrici”, concentrandosi particolarmente sulle torpedini (Torpedo torpedo) diffuse nei mari tropicali e anche nel Mediterraneo”.Una specie animale, dunque, particolare e desiderio nascosto di molti collezionisti di animali, nonostante la pericolosità. Curioso un metodo utilizzato per catturare l’anguilla elettrica. Il pescatore cerca di rendere inoffensiva l’anguilla facendole scaricare continuamente la propria energia, una volta esaurita la carica pericolosa si può procedere alla cattura, sempre con molta cautela.

Roberto Zoli

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