Sabato 9 marzo al Teatro Rasi di Ravenna va in scena “I Shakespeare: I Banquo e I Caliban”. Come conciliare il puro intrattenimento, l’educazione teatrale e una possibilità di riflessione sul nostro presente? I Shakespeare è un progetto spettacolare di Accademia degli Artefatti che incarna la questione, esponendola e proponendone uno scioglimento: cinque spettacoli che sono cinque giochi teatrali di immediata e coinvolgente ricezione, cinque affondi nella storia del teatro, cinque occasioni di guardare al contemporaneo, attraversando le sue pieghe politiche, relazionali, civili, artistiche.

I Banquo (ph. Michele Tomaiuoli)

Di questi cinque episodi a La stagione dei teatri ne andranno in scena due, I Banquo e I Caliban. Nel testo di Tim Crouch, uno degli autori contemporanei inglesi tra i più spiazzanti (per il gioco divertito tra realtà e finzione), alcuni precisi personaggi di estrazione shakespeariana interrogano la convenzione teatrale, mettendola in crisi e verificandone con dinamismo la possibilità di parlare al presente. È il caso di Banquo, il generale dell’esercito scozzese di Re Duncan fatto uccidere da Macbeth nella sua corsa al trono; e di Calibano, essere informe, reso schiavo da Prospero, sulla propria isola, nella Tempesta. L’uno pone lo sguardo di fronte a uno scorrere del sangue che confonde i ruoli di vittima e carnefice; l’altro si fa metafora di ogni colonialismo, in una struggente ballata sulla nostalgia e sull’abbandono. Il regista di Accademia degli Artefatti, Fabrizio Arcuri (vincitore di un Premio Ubu e un Premio Hystrio), è anche direttore artistico del festival internazionale Short Theatre di Roma.

I Banquo

«L’IO del titolo – dice Fabrizio Arcuri, fondatore e regista della compagnia – è un manifesto teatrale e politico insieme: per scoprire chi è quell’IO bisogna prendere parte alla messa in scena, con tutti i ruoli che questa mette a disposizione, compreso quello dello spettatore. Ruoli che Tim Crouch rende opachi, ambigui, sempre al confine di se stessi. Quell’IO, la sua complessa asserzione, sembra segnare l’inizio di una nuova convenzione teatrale: è un’IO di tutti, da contrattare continuamente nel momento stesso della sua rappresentazione».

I SHAKESPEARE è un progetto che interroga la convenzione teatrale, mettendola in crisi, e verificandone la possibilità attuale di parlare del, e al, presente, a partire da testi che della stessa convenzione teatrale ne hanno segnato le fondamenta. Tim Crouch permette così di ripensare politicamente il teatro, riguardo ai meccanismi e alle geometrie relazionali che mette in campo: chi decide cosa è la verità? Chi è il vero soggetto del discorso? Chi ha il potere di raccontare “come vanno le cose”? Qual è il ruolo dello spettatore, di chi guarda? In che termini può sentirsi rappresentato? A cosa dobbiamo e possiamo credere?

I cinque spettacoli di Accademia degli Artefatti sono cinque diversi modi di relazione con il testo, con l’interpretazione e con lo spettatore, che però partono da una premessa comune: si tratta di lavorare su un’esposizione pornografica di sé come attore e come persona, e di riposizionare il proprio corpo e i propri pensieri nel contesto scenico quotidianamente riattualizzato.

BIGLIETTI. Settore unico intero 15 € /ridotto* 12 € /under30 8 € / under20 5 € (*carnettisti, cral e gruppi organizzati, insegnanti, oltre i 65 anni, iscritti all’Università per gli Adulti Bosi Maramotti, Soci Coop Alleanza 3.0, EspClub Card, Soci BCC, tessera TCI)

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