Martedì 16 gennaio, al Teatro Rasi di Ravenna, il Teatro Akropolis porta in scena Morte di Zarathustra di Clemente Tafuri e David Beronio, con Luca Donatiello, Francesca Melis, Alessandro Romi e Felice Siciliano.
Teatro Akropolis nasce dal sodalizio artistico (fondato nel 2001 da un gruppo ligure attivo a Genova) tra artisti interessati alle questioni di matrice filosofico-letteraria. In questo spettacolo l’indagine parte dagli studi di Nietzsche sulla nascita della tragedia e l’abbandono dei riti dionisiaci e di come questo abbia segnato la storia dell’uomo. AkropolisLibri, il progetto editoriale di Teatro Akropolis, ha appena vinto il Premio Speciale Ubu 2017. Anche per questo spettacolo, gli attori dello della compagnia ospite hanno accettato l’invito di Ravenna Teatro a incontrare gli studenti delle scuole superiori cittadine per illustrare il loro processo artistico e, nello specifico, i temi della filosofia di Nietzsche.
In occasione di Morte di Zarathustra, giovedì 11 gennaio al teatro Rasi (ore 20.45) si aprono inoltre gli incontri del Circolo delle lettrici e dei lettori, con Isacco Carpi, studioso di filosofia.
Morte di Zarathustra è parte di un percorso di ricerca sulla nascita della tragedia, ispirato a Nietzsche e alle sue scoperte sul coro ditirambico, cioè quella straordinaria esperienza che è all’origine della tragedia classica e di cui si hanno pochissime tracce. Ma è proprio partendo da questa esperienza originaria, così remota e misteriosa, che è possibile immaginare un senso diverso per il corpo e la sua presenza. Il mito si presenta così nella sua natura più essenziale, sorge dall’azione stessa, balena come una piccola storia che subito svanisce, prima ancora di rendersi riconoscibile, prima ancora che chi assiste possa assimilarla a ciò che conosce. L’immagine che così si definisce è offerta al pubblico come qualcosa che esso avverte come intimamente propria, come una visione. Le figure che si avvicendano in Morte di Zarathustra sono familiari ed estranee al tempo stesso, dall’aspetto proteiforme. Non fanno appello alla memoria personale del pubblico ma alla sua memoria mitica, al fondo condiviso della coscienza di ognuno. E la sentenza di Nietzsche è ciò che rimane di questo oscuro sogno, non un pensiero ma, ancora una volta, un’immagine del mondo.
Il lavoro condotto su questi materiali da Teatro Akropolis ha dato vita a diversi ambiti di studio realizzando un ampio progetto che comprende diverse pubblicazioni e l’attività di un gruppo di ricerca per attori. Morte di Zarathustra rappresenta invece, di questa indagine, l’esito sulla scena.
In occasione delle aperture de La stagione dei teatri al Rasi, il teatro aprirà alle 19.30 con l’aperitivo equo-solidale del Villaggio Globale.
Ingresso intero 8 euro, 5 euro per abbonati a La stagione dei teatri e under20
Biglietteria: da lunedì a venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Ravenna Teatro, Teatro Rasi via di Roma 39. Tel. 333 7605760








