La musica detta ritmi ossessivi e il canto di una voce femminile impartisce ordini a un corpo che si muove dentro una struttura metallica, ora rifugio, ora gabbia. Un corpo spasmodico che agisce tra gesti quotidiani e azioni meccaniche legate alla ripetitività del lavoro in fabbrica. Sullo sfondo, l’Ilva di Taranto, acciaieria più grande d’Europa, le morti bianche, i danni ambientali: necessità e condanna di un vivere contemporaneo. Lo spettacolo (di cui quella ravennate è l’ultima data italiana del 2018) è ispirato al diario di un operaio e alle testimonianze dirette di lavoratori dell’Ilva di Taranto – e tratto dai testi di Luigi di Ruscio e Peter Shneider – e si svolgerà nella sede della Nuova Olp, in zona Bassette a Ravenna, venerdì 14 settembre, inizio ore 21.

In un contesto industriale site specific, in cui le strutture metalliche e l’uso di video-proiezioni rievocheranno il contesto della fabbrica, va in scena lo spettacolo Made in Ilva, la cui drammaturgia originale è stata composta dalla compagnia intrecciando testi appositamente creati dagli attori, testimonianze e scritti dei lavoratori con frammenti delle poesie operaie di Luigi Di Ruscio e del racconto “Lenz” di Peter Shneider. Parole ripetute che si fondono con suoni ossessivi che si trasformano in musiche originali e canti, composti rispettivamente da Riccardo Nanni e Anna Dora Dorno.

La trasposizione artistica fa riferimento alla vicenda reale dell’acciaieria più grande d’Europa, che condiziona la vita dell’intera città di Taranto e dei suoi lavoratori intrappolati tra il desiderio di evadere e fuggire dalla gabbia d’acciaio incandescente e la necessità di continuare a lavorare per la sopravvivenza quotidiana in quell’inferno di morti sul lavoro e danni ambientali.

Lo spettacolo è il frutto di un accurato lavoro di ricerca e sperimentazione fisica e vocale sul rapporto tra organicità del corpo e inorganicità delle azioni legate al lavoro in fabbrica, attraverso il quale emerge una critica all’alienante sistema di produzione contemporaneo che trasforma l’essere umano in una macchina artificiale all’interno di un processo di “brutalizzazione” imposto dalla società.

L’eremita contemporaneo insegue una salvezza impossibile, nel tentativo di sentire la propria carne calda, il proprio vivere organico, in contrapposizione al ferro-freddo, al processo di inorganicità al quale ci spingono le regole di produzione dell’attuale sistema sociale, reprimendo la libertà creativa dell’uomo e dell’artista. Lo spettacolo ha recentemente rappresentato l’Italia all’ottava edizione delle prestigiose Theatre Olympics in India.

BIGLIETTI. Ingresso 8€, ridotto per abbonati a la Stagione dei Teatri 2018/2019 6 €. Posti limitati, prenotazione obbligatoria al 333/7605760 – 0544/36239 (da giovedì 6 settembre dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18)

LA BIGLIETTERIA: da lunedì a venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18
Ravenna Teatro, Teatro Rasi via di Roma 39, Tel. 333 7605760

Previous articleRione de’ Brozzi in festa a Lugo
Next articleSiamo al giorno prima del Grande Evento: il GP di San Marino e della Riviera di Rimini is back!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.