Poche sorprese alla notte degli Oscar, le stauette della sua novantesima edizione sono stati assegnati ai vincitori più quotati alla sua vigilia. Guillermo Del Toro ha vinto le due statuette più importanti, quella per il Miglior Film e quella per il Miglior Regista, con il suo La Forma dell’Acqua – The Shape Of Water, una favola sulla diversità e sull’amore che ha per protagonista un uomo-pesce. Al film del regista messicano sono andati anche i premi come Miglior Sceneggiatura Originale e Miglior Colonna Sonora.

A Frances McDormandè andata la statuetta come Miglior Attrice Protagonista per la sua performance in Tre Manifesti a Ebbing, Missouri. La moglie di Joel Coen ha traformato il suo discorso di ringraziamento in un vero e proprio grido femminista in cui ha chiesto a tutte le donne candidate in qualsiasi categoria di alzarsi in piedi e a tutti i produttori di ricordarsi di ascoltare le loro storie nei prossimi giorni, perché ne ricaveranno qualcosa di artisticamente importante. Il suo è stato sicuramente il momento più alto dedicato a Time’s Up – il movimento nato dopo lo scandalo Weinstein per proteggere le donne dalle molestie sui luoghi di lavoro – e varie battute autoironiche sulla gaffe dello scorso anno.

Gary Oldman vince come Miglior Attore Protagonista nei panni di Winston Churchill in L’ora più buia, Sam Rockwell è il Miglior Non Protagonista per Tre manifesti a Ebbing, Missouri e Allison Janney è la Miglior Attrice Non Protagonista per I Tonya. L’unica vera sorpresa è probabilmente l’Oscar alla Migliore Sceneggiatura Originale assegnata a Scappa – Get out che batte i favoriti La forma dell’acqua e Tre manifesti a Ebbing, Missouri: si tratta di un film minore ma diventato in poco tempo cult grazie al passaparola e alle citazioni tratte dai film sui morti iventi di Romero.

Tra i premi inaspettati c’è quello a Dear Basketball, il film in animazione tradizionale dell’ex cestista Kobe Bryan e dello storico animatore Disney di Ariel in La Sirenetta e della Bestia in La Bella e la Bestia, Glen Keane, che ha vinto l’Oscar come Miglior Cortometraggio Animato, battendo progetti in animazione 3d tra cui Lou della Disney Pixar.

Ancora una volta a bocca asciutta il cinema italiano: non vince né Alessandra Querzola per la scenografia di Blade Runner 2049 né Chiamami col tuo nome come Miglior Film. La pellicola di Luca Guadagnino però festeggia comunque dal momento che lo sceneggiatore James Ivory porta a casa un Oscar molto importante, quello alla Miglior Sceneggiatura Non Originale.

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