Ultimi giorni per visitare la suggestiva personale fotografica Winter in Rimini di Alberto De Rossi, una mostra che racconta la poesia stagionale di Rimini in una galleria fotografica che regala forti emozioni. Augeo Art Space ospita fino al 26 aprile compreso, una mostra d’immagini che fanno parte della prima tappa del ciclo dedicato alle stagioni e al modo in cui si riverberano sugli spazi e sulla vita della città romagnola.

Un luogo che Alberto De Rossi ama più di ogni altro e che è intimamente legato alla sua passione per la fotografia. Emozionano i luoghi urbani e marini impressi nell’immaginario collettivo e resi protagonisti in scatti di grande phatos. Le sfumature del bianco e nero sono graffianti e di grande carattere e la successione delle immagini racconta una storia molto amata, quella di Rimini filtrata attraverso l’obiettivo sensibile dell’autore.

Winter in Rimini, scelta di 99 foto tra quelle eseguite negli ultimi cinque anni, costituisce la prima tappa di un ciclo dedicato alle stagioni e al modo in cui si riverberano sugli spazi e sulla vita della città romagnola. Un luogo che De Rossi ama più di ogni altro e che è intimamente legato alla sua passione per la fotografia. Figlio di militare , ha trascorso un’infanzia “con la valigia”, senza mettere radici in nessun posto: Rimini è il primo in cui di ferma e decide di restare, stringere amicizie, innamorarsi. Ecco allora che fotografare diventa un modo per conoscere, far proprio un paese in cui si è cresciuti ma non si è nati, costruire emozioni e ricordi che diventano altrettanti legami alla terra e alla persone eccezionali che la abitavano.

“Per De Rossi fotografare è fissare sulla pellicola un momento di rivelazione, qualcosa che lo colpisce e che, come nell’inquadratura del film di Coppola, lascia per un istante ammutoliti. Proprio questo “senza fiato”, questa ricerca del silenzio e dello stupore, costituisce la costante del suo lavoro. Foto vissute e da vivere in solitudine, cosi come sono state scattate: un’inclinazione che lo porta a prediligere i paesaggi, naturali o urbani ma quasi sempre privi della figura umana, scanditi unicamente dalle forme e dalla luce (Hansel Adams è un importante riferimento). Non gli piace parlare di generi: ma è vero che i suoi lavori sono spesso raccolti in cicli coerenti, sfaccettature della medesima indagine” sottolinea Luca Baroni.

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