La bomba residuato bellico rinvenuta a Fano non puo’ essere disinnescata, poiché ha al suo interno un congegno ‘antirimozione’ e dunque gli artificieri dell’Esercito avranno il delicato compito di imbracare l’ordigno con un lungo cavo e trascinarlo in mare – da cui dista solo pochi metri, circa 6, praticamente è sulla spiaggia – per farlo brillare in condizioni di sicurezza. E’ quanto apprende l’Ansa dalle forze impegnate sul posto. La spoletta è innescata e prevede un ritardo che va dalle 6 alle 144 ore.
Chiusura di tutti gli uffici pubblici, delle scuole ed evacuazione fino alle ore 13 di domani, mercoledi 14 marzo, di tutta la popolazione residente nella zona ricompresa nel raggio di 1816 metri dal punto di ritrovamento della bomba in viale Ruggeri. E’ quanto ha stabilito il sindaco di Fano, Massimo Seri, in un ordinanza appena emessa, per garantire l’incolumita’ pubblica in seguito al rischio di esplosione di una bomba di origine bellica ad alto potenziale (un metro di lunghezza e 500 libbre di peso) ritrovata oggi sulla spiaggia in zona Sassonia, dopo lavori di scavo in un cantiere edile. La bomba è stata innescata sembra per motivi accidentali. Marina Militare ed Esercito stanno lavorando per metterla in sicurezza e trasferirla in alto mare, per farla brillare. Ma l’operazione potrebbe richiedere molte ore di tempo. Intanto in citta’ l’evacuazione e il trasferimento dei residenti in centro storico nei punti di raccolta fuori dall’area più a rischio, sta procedendo senza particolari problemi.
