Ira delle donne delle opposizioni per il rinvio del revenge porn nel disegno di legge sul ‘codice rosso’. Le deputate vanno all’attacco del governo: un gruppo di Fi, guidato da Stefania Prestigiacomo, tenta un ‘assalto’ ai banchi dell’Esecutivo. La Prestigiacomo viene placcata dai commessi, mentre il presidente Fico la richiamava all’ordine. La seduta viene sospesa.

Mentre si susseguivano gli interventi a raffica dei deputati di Fi per invitare ad approvare l’emendamento che introduce il reato di revenge porn, Prestigiacomo è partita verso i banchi della presidenza. Dietro a lei si sono visti correre, tra le altre, Giusi Bartolozzi, Mara Carfagna, Benedetta Fiorini e Michaela Biancofiore.

Ed è slittato a martedì nell’Aula della Camera l’esame del disegno di legge ‘codice rosso’: lo ha deciso la conferenza dei capi gruppo di Montecitorio, riunitasi dopo che le deputate di Fi hanno occupato l’Aula. L’esame del testo ripartirà dall’emendamento di Forza Italia volto a punire il revenge porn. “Martedì si deve votare l’emendamento sul revenge porn, un primo passo per poi passare anche alla legge che abbiamo già depositato in Parlamento”, ha detto poi da Washington il vicepremier Luigi Di Maio.

COME FUNZIONA LA CASTRAZIONE CHIMICA

“A differenza di quella chirurgica, la castrazione chimica è un procedimento reversibile. In urologia è usata a scopo medico nei pazienti con cancro alla prostata metastatico. Questo perché il tumore è sensibile al testosterone nel sangue. Si tratta di una terapia che ha effetti collaterali nei pazienti, e l’utilizzo a lunga durata può avere tutta una serie di conseguenze, come l’osteoporosi“. A spiegarlo all’Adnkronos Salute è Walter Artibani, urologo e segretario della Società Italiana di Urologia, che però non entra nel merito dell’emendamento sulla castrazione chimica presentato dalla Lega al disegno di legge che introduce norme a tutela delle vittime di violenza e di violenza di genere.

“Il nostro – sottolinea più volte Artibani ad AdnKronos – è un uso medico. Posso dire che la castrazione chimica provoca nei pazienti una serie di effetti collaterali, dalle vampate di calore, alla sudorazione, ma anche aumento del grasso corporeo, ginecomastia, ridotto desiderio sessuale e impotenza erettiva. Questi ultimi due aspetti immagino siano quelli che interessano ai promotori dell’emendamento. Ma cosa accade in un soggetto normale non saprei dirlo. Inoltre è bene ricordare che a lunga durata la castrazione chimica può provocare osteoporosi e tutta una serie di danni d’organo“.

Nei pazienti con tumore della prostata metastatico (sensibile al testosterone nel sangue), “si effettua con due approcci – spiega l’urologo – utilizzando per via iniettiva farmaci agonisti o antagonisti dell’ormone luteinizzante, o somministrando per bocca anti-androgeni con effetto diretto sui testicoli. Questi medicinali abbassano il livello di testosterone nel sangue, come se non si avessero i testicoli”. L’effetto in ogni caso è reversibile: “Nei pazienti se il farmaco si sospende, dopo 6-7-8 mesi” i livelli di testosterone risalgono. “Chi può dire cosa accade in un soggetto normale? Il nostro – conclude Artibani – è un uso medico”.

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