Martedì 2 aprile, alle ore 10,30, arriva per la prima volta al Teatro Bonci di Cesena Marta Cruscuna con la sua ultima creazione, Il canto della caduta. Il canto della caduta dell’acqua. Il lavoro di questa pluripremiata artista reinventa il teatro di figura, in questo caso portando in scena dieci robot in un racconto epico contemporaneo.

Lo spettacolo che presenta a Cesena è ispirato al mito del regno di Fanes, tradizione popolare dei Ladini, una piccola minoranza etnica (35.000 persone) che vive nelle valli centrali delle Dolomiti. Il mito di Fanes racconta di un’età dell’oro in cui esseri umani e natura avevano un rapporto di alleanza che permetteva loro di vivere in pace e prosperità; la guida del popolo era compito femminile, ma con l’arrivo di un re straniero le cose cambiarono per sempre. Un ciclo epico che racconta la fine del regno pacifico delle donne e l’inizio di una nuova epoca del dominio e della spada: secondo il mito i pochi superstiti sono ancora nascosti nelle viscere della montagna, in attesa che ritorni il “tempo promesso”, il tempo d’oro della pace in cui il popolo di Fanes potrà finalmente tornare alla vita; ai bambini è affidata questa rinascita. La loro infanzia rimane sospesa, incastrata nel tempo, devono nascondersi, altrimenti potrebbero essere uccisi.

Ph Daniele Borghello

L’autrice Marta Cuscunà afferma di averli «immaginati e visti nascosti sotto teste di topo, come i bambini disegnati da Herakut, duo tedesco di street artist che ha lavorato in diversi campi profughi e zone devastate dalle guerre». La scena iniziale è anche quella finale, un campo di battaglia.  La guerra non si vede mai sulla scena, eppure c’è.

Sul palcoscenico i personaggi meccanici progettati e realizzati dalla scenografa Paola Villani, che si inseriscono nella tradizione del teatro di figura ma ne scardinano l’immaginario: si muovono manovrati da un’unica attrice attraverso joystick meccanici e i loro movimenti si basano su tecnologie comunemente applicate all’industria.

Ph Daniele Borghello

«Il progetto prosegue idealmente il discorso femminista iniziato con la Trilogia sulle resistenze femminili – afferma la Cuscunà – e raccoglie i fili che altre studiose ed artiste hanno tessuto prima di me. Un orizzonte di pensiero e parole che continua incessantemente a tramandarsi nonostante millenni di patriarcato. Il canto della caduta cerca nuove immagini per antichi problemi e attraverso il mito di Fanes, porta nuovamente alla luce il racconto perduto di come eravamo, di quell’alternativa sociale auspicabile per il futuro dell’umanità che viene presentata sempre come un’utopia irrealizzabile. E che invece, forse, è già esistita».

Come di consueto per i matinée, il prezzo del biglietto è di 4 euro. La rassegna di Teatro ragazzi 2018-19 è organizzata da Emilia Romagna Teatro Fondazione e promossa dal Comune di Cesena con il sostegno della Banca Popolare dell’Emilia-Romagna.
L’edizione del quarantennale è dedicata a Franco Mescolini; la grafica è stata realizzata da Ugo Bertotti.

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