È morto il giornalista Piero Ostellino. Nato a Venezia il 9 ottobre 1935, si era laureato in Scienze politiche all’Università di Torino. Convinto liberale e garantista, aveva fondato il Centro Einaudi di Torino ed era stato corrispondente da Mosca e da Pechino. Contrastò sempre lo statalismo dirigista, come si legge sul sito del Corsera, quotidiano del quale è stato direttore dal 1984 al 1987.
Penna colta, Ostellino aveva intrapreso la carriera giornalistica molto giovane ed era approdato al Corriere della Sera nel 1967. Tre anni fa era passato al Giornale.
E’ stato autore di libri e saggi a partire dal 1972 con “Il diplomatico” per Vallecchi; poi Vivere in Russia, Milano, Rizzoli, 1977; Vivere in Cina, Milano, Rizzoli, 1981; In che cosa credono i russi?, Milano, Longanesi, 1982; Mao Tse-tung, Milano, Fabbri, 1983; I nuovi militari. Una radiografia delle Forze armate italiane, con Luigi Caligaris, Milano, Mondadori, 1983; Cose viste e pensate, Milano, Rizzoli, e Gorbaciov e i suoi fratelli, Bologna, Il Mulino, 1991. Quindi “Il dubbio. Politica e società in Italia nelle riflessioni di un liberale scomodo”, Milano, Rizzoli, 2003 e infine Lo stato canaglia. Come la cattiva politica continua a soffocare l’Italia, Milano, Rizzoli, 2009.




















