Alcune persone non ce la possono fare, devono ammonire, smontare, oracoleggiare, e le loro previsioni sono sempre di tipo infausto.
All’orizzonte, che sia domani, fra un mese, fra un anno o chissà quando, ci sarà sempre qualcosa di negativo, di difficile, di impervio, per indurti a non fare, a non sperimentare, per convincerti a non vivere appieno i desideri che tu hai e loro no, oppure che hanno anche loro ma non trovano il coraggio di viverli.
“Oh, che bei fiori che hai comprato! Ma è presto, domani ghiaccerà, l’hanno detto in TV”
(Se devo dar retta alle baggianate che dicono in televisione, campa cavallo, una vita da paura e desolazione!)
“Lunedì nevicherà, le temperature andranno sotto lo zero, bisogna tenere in casa i bambini, altrimenti si ammalano!”
(Adesso fanno allarmismo anche per il freddo, non bastava d’estate con il caldo e l’afa?!)
“La bimba ha tossito, non le verrà mica la bronchite?”
(Sta vedere che adesso mi dirà pure che devo metterla in quarantena e che finché le temperature non raggiungono i 30°C, ci dobbiamo rinchiudere in casa per paura di ammalarci!)
“Cosa vuoi iscriverti all’università e spendere tutti quei soldi! Pensa che ne avrai bisogno il prossimo anno?”.
(Sì, ma intanto rinuncio alle mie ispirazioni nel dubbio del forse avrò bisogno, il prossimo anno?)
“Quando la bambina andrà alle elementari, vedrai che fatica, mica come adesso all’asilo che è una pacchia a confronto”
(I problemi li affronto quando si presentano, e riguardando il passato, tutti gli step dalla nascita di mia figlia a ora, mi sembravano insormontabili, difficili, invece stiamo andando avanti serenamente, affrontando anche prove non comuni.)
“Domenica pioverà, mi sa che la tua escursione non potrai farla”
(Invece la faccio ugualmente, mi porto dietro la giacca a vento. Ed è già capitato che ho preso l’acqua e sono ancora viva, anzi, ne ho ricordi interessanti perché ho vissuto una situazione difficoltosa.)
“Ma come, tu stai qua di sotto, in sala, e la bimba è di sopra, da sola a dormire… e poi se si sveglia e ha paura se non ti vede?”
(Alè, devo andare anche a dormire con le galline, adesso, con tutto quello che devo fare quando posso finalmente stare un po’ da sola!!)
“Io da sola in vacanza con il bambino, come fai tu, non ci vado. Voglio godermele le vacanze, mica stare sempre a corrergli dietro e diventare matta come a casa!”
(Ormai sono avvezza. Tre vacanze in Sicilia, io e lei, in aereo, in treno lungo tutta la penisola, in pullman, sul vulcano, ogni genere di esperienza e divertimento, per entrambe, insieme. Fatica sì, ma ripagata con gli interessi.)
Quanti esempi potrei ancora scrivere, a iosa, se ne sprecano in quantità.
Ho deciso che i più eclatanti me li segnerò in un quaderno, per farmi due risate in futuro, per constatare se questo temutissimo futuro si è veramente avverato.
Perchè quello di cui si parla con questi ammonimenti è il FUTURO.
Il futuro che fa paura, che generalmente per i demolitori di ottimismo, riserva sorprese negative, il futuro da attendere con attenzione, timore, a scapito del PRESENTE.
“Limitati nel presente, così forse non ti andrà storto qualcosa nel futuro.”
Io non ci sto!
Il mio tempo è ora, nel presente, nelle mie ispirazioni e aspirazioni odierne, nei miei progetti che si concretizzano giorno per giorno, nei misteri che diventano certezze e si rivelano solo vivendoli, affrontandoli, non rimandandoli o soffocandoli per un futuro che in fondo, è un’incertezza, è qualcosa che non so se arriverà e cosa mi riserverà.
Di cui ho comunque fiducia, perché sarà anche frutto delle mie scelte quotidiane, e sarà condito da quel grande, affascinante e giocherellone IMPREVISTO, il quale non si può giustamente prevedere, non si può direzionare, bisogna solo accettarlo e VIVERE.
Senza limitazioni, con rispetto, onestà e libertà.
LIBERTÀ soprattutto dall’impedirsi di perseguire le proprie aspirazioni, per la nostra stessa paura del futuro, di non farcela se qualcosa dovesse andare diversamente da come abbiamo progettato, da come ci eravamo aspettati.
Io non rinuncio all’ottimismo e all’azione che comporta nel tempo presente. Non rinuncio per paura di eventuali conseguenze che forse potrebbero verificarsi o forse no.
Con i se, con i ma, non si vive.
Io vivo con i “Sì”, con i “ci provo ora”, con i “mi impegno adesso anche a costo di sbagliare e pentirmi”.
Il mio TEMPO è ORA e lo vivo con pienezza.
Chiara Dall’Ara
