La Procura generale di Brescia ha chiuso le indagini sul delitto di Mario Bozzoli, l’imprenditore di Marcheno svanito nel nulla l’8 ottobre 2015 nella fonderia di cui era proprietario con il fratello. Il procuratore generale Pier Luigi Maria Dell’Osso ha firmato la chiusura indagini con l’accusa di omicidio per Alex e Giacomo Bozzoli, nipoti dell’imprenditore scomparso, e per favoreggiamento nei confronti degli operai Oscar Maggi e del senegalese Abu. La Procura generale di Brescia un anno fa aveva avocato l’inchiesta.
La sera dell’8 ottobre di 4 anni fa l’imprenditore era in fonderia con i due nipoti, Maggi e Abu e Giuseppe Ghirardini. Alle 19.11 la chiamata alla moglie Irene: «Faccio una doccia e arrivo». Doveva andare a cena sul lago di Garda, ma a casa Mario Bozzoli non è mai tornato: il cellulare è rimasto spento, l’auto nel cortile della fonderia. Le ricerche sono iniziate quella sera stessa, alle 23. La mattina successiva la moglie fece mettere a verbale dai carabinieri che il marito da tempo aveva paura per sé e per i suoi figli, per le tensioni che si erano create con il fratello Adelio (comproprietario della fonderia) e con i due nipoti. Le indagini iniziarono subito, ma i forni vennero spenti solamente qualche giorno dopo. Nel frattempo i carabinieri sentirono i testimoni. Il mercoledì successivo alla scomparsa di Bozzoli doveva sentire anche Ghirardini, ma l’operaio sparì: venne trovato la domenica nei boschi di Ponte di Legno, ucciso con una fiale di cianuro. Per gli inquirenti si è trattato di un suicidio.

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