Sono morti 3 dei 4 operai che questo pomeriggio sono rimasti intossicati da esalazioni tossiche durante le operazioni di pulizia di un forno all’interno di una ditta di materiali ferrosi in via Rho, a Milano. All’arrivo del 118 le loro condizioni erano già disperate, sono morti poco dopo il trasporto in arresto cardiaco all’ospedale di Monza e al Sacco di Milano. Il grave incidente è avvenuto esattamente alla Lamina spa, un’azienda di lavorazione metalli in zona Greco, vicino al Naviglio Martesana. Sei persone sono rimaste intossicate, tre delle quali sono morte. L’Areu ha mandato sul posto cinque ambulanze e quattro auto mediche. Due dipendenti di 47 e 44 anni sono stati soccorsi in codice giallo presso l’ospedale Santa Rita e due – di 61 e 48 anni – in codice rosso al San Raffaele. Uno di quest’ultimi è morto in serata. Altri due – un 57enne e un 60enne -, portati al Sacco e all’ospedale di Monza sono invece morti poco dopo il loro arrivo. Anche un capo squadra dei vigili del fuco, tra i primi giunti a prestare soccorso, lievemente intossicato è stato trasportato in giallo al Niguarda per accertamenti.
L’allarme è scattato poco prima delle 17, sono intervenuti anche vigili del fuoco e carabinieri. Secondo le prime informazioni gli operai, tutti italiani, sarebbero rimasti intossicati dal gas durante operazioni di pulizia di un forno interrato a circa due metri di profondità in una buca nel terreno. L’azienda produce nastri di acciaio e titanio e i lavoratori stavano svolgendo un’operazione considerata di routine. “Due operai sono entrati e non uscivano – ha spiegato un collega fuori dalla fabbrica di via Rho, strada che la Polizia locale ha chiuso al traffico – e a quel punto altri due sono scesi per vedere che cosa stava succedendo”. Tutti e quattro, secondo una prima ricostruzione, sono svenuti. “Un mio collega – ha spiegato a Il Giorno – ha gridato perché ha visto un uomo a terra. Io, seguendo la procedura, sono uscito fuori per aspettare i soccorsi. I primi sono arrivati dopo tanto tempo, almeno mezz’ora”, ha raccontato P.A., uno degli operai della Lamina.




















