Tensione nel Pd tra il segretario Matteo Renzi e la minoranza sulle liste elettorali in vista del voto del 4 marzo nel giorno della Direzione, slittata alle 16. Non è servito a sciogliere i nodi, in particolare proprio quello dello spazio in lista per le minoranze interne, l’incontro tra Matteo Renzi e Andrea Orlando. “Renzi ci ha provocato“, fanno sapere dall’area del ministro della Giustizia. Il segretario avrebbe offerto a Orlando 21 posti: “Ma i nomi li scelgo io“, sarebbe stato il senso del discorso di Renzi. Fuori, quindi, l’ex ministro Cesare Damiano, il coordinatore Dems Andrea Martella, il capo dei Retedem Sergio Lo Giudice, il leader dei Socialdem Marco Di Lello: in pratica tutti i colonnelli orlandiani.
Ma anche sui renziani calerà di certo la scure, come dimostra il caso Goram Gutgeld, il padre degli 80 euro e consigliere economico di palazzo Chigi che non sarà ricandidato. Al Nazareno bisogna fare i conti con la realtà: lo schema su cui li lavora è quello di circa 200 parlamentari eletti nella prossima legislatura a fronte degli oltre 370 attuali. Un taglio notevole, cui va aggiunto anche il problema dello spazio da trovare ai nomi della società civile che saranno il lista, i posti da riservare agli alleati, i Big (da Fassino ai ministri Martina e Delrio) da portare in Parlamento. “Un sacrificio sarà chiesto a tutti”, spiegano dal Nazareno.
Alla sede del Pd da stamattina è un via vai di volti noti, dirigenti, parlamentari, aspiranti candidati. A sorpresa è arrivata oggi anche la mossa di Roberto Giachetti che ha annunciato: “Rinuncio al plurinominale. Rinuncio al paracadute“. “Lo so: a guardare i risultati delle precedenti elezioni – scrive in una lettera a Renzi – non ho molte chances. Il collegio 10 è di quelli persi. Ma io ci credo. Io amo la politica. E’ la mia vita”.
La Lorenzin minaccia di non appoggiare più il Partito Democratico. Se le cose con Renzi nel fare le liste vanno male “rispetto al nostro correre in modo dignitoso, valuteremo se rimanere dentro l’alleanza”. Lo dice Beatrice Lorenzin di Civica Popolare a Repubblica Tv, osservando: “se la nostra presenza significa creare problemi, ci sono tanti modi per esprimere le proprie idee”. “Al Nazareno mi sembra tutto all’aria”, conclude




















