Riciclavano denaro proponendosi in apparenza come titolari di un esercizio per la spedizione di pacchi. Un’attività clandestina che non è sfuggita alle Fiamme Gialle di Reggio. I finanzieri, attraverso un indagine durata mesi e coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Emilia, sono riusciti ad individuare l’esercizio commerciale, sito nella zona della stazione ferroviaria reggiana e gestito da cinesi, come punto di riferimento per la raccolta abusiva di somme di denaro provenienti da attività illecite, compreso anche lo sfruttamento della prostituzione.
Le perquisizioni disposte dalla Procura della Repubblica di Reggio Emilia ed eseguite dalle Fiamme Gialle, hanno interessato il negozio dedito alla “raccolta di denaro” egli altri locali commerciali e le abitazioni private nella disponibilità dei soggetti indagati ed hanno consentito, tra l’altro, di individuare a Casalgrande, sempre nel reggiano, un appartamento in cui ragazze cinesi si prostituivano. Le giovani presenti non sono risultate in regola con il permesso di soggiorno e sono state pertanto destinatarie di provvedimento di espulsione emesso dal Prefetto di Reggio Emilia.
L’appartamento e’ risultato di proprietà di un residente a Scandiano, Reggio Emilia ed il denaro contante rinvenuto al suo interno, nascosto nei cuscini e pari a circa 1.500 euro, sono stati sottoposti a sequestro.
Complessivamente le indagini della Guardia di Finanza di Reggio Emilia hanno portato alla denuncia di otto cittadini cinesi per abusivo esercizio dell’attività finanziaria, riciclaggio, sfruttamento della prostituzione e dell’immigrazione clandestina

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