Potrebbe essere stato ritrovato il dipinto di Gustav Klimt ‘Ritratto di Signora’ rubato nel 1997 alla Galleria d’arte moderna Ricci Oddi di Piacenza.
Durante i lavori di ripulitura di un’edera che copriva una parete esterna della stessa Galleria, si è scoperta un’intercapedine chiusa da uno sportello, all’interno della quale c’era un sacco, con dentro il quadro. Una prima expertise, a quanto si apprende, avrebbe confermato che si tratta dell’opera rubata, una delle più ricercate al mondo. Sono in corso ulteriori analisi per certificarne l’autenticità. Il 1 marzo del 2017 il caso era stato trattato anche da Federica Sciarelli sulla trasmissione Chi l’ha Visto?.

“Il ritratto di signora”, l’opera
di Gustav Klimt rubata a Piacenza dal 1997, potrebbe non essersi
mai allontanato dalla galleria Ricci Oddi. E’ l’incredibile
ipotesi alla quale stanno lavorando gli inquirenti dopo il
ritrovamento della tela.

Il primo obiettivo sarà quello di confermare la veridicità
della tela, ma il direttore della galleria piacentina Massimo
Ferrari ha anticipato alla Libertà che “i timbri e la ceralacca
sono originali”.

I ladri, quindi, potrebbero aver nascosto il quadro
nell’intercapedine sul muro esterno per poi recuperarlo qualche
giorno dopo. Poi, però, forse anche per l’attenzione mediatica e
la sorveglianza delle forze dell’ordine, non ci sono riusciti.
Il quadro, insomma, una delle opere d’arte più ricercate del
mondo, potrebbe essere stato nascosto per 22 anni sul muro
esterno della galleria dove era stato rubato, senza che nessuno
lo trovasse e senza che nessuno che era a conoscenza del
nascondiglio andasse a prenderselo.

Le indagini che saranno fatte nei prossimi giorni sul quadro,
proveranno a dare anche qualche risposta sulle tante domande che
pongono i contorni di questa apparentemente assurda vicenda.

 

Era il 9 febbraio del 1997 quando dalla galleria Ricci Oddi di Piacenza partiva una telefonata ai carabinieri: un quadro dall’inestimabile valore era sparito. Partita subito l’inchiesta, a distanza di vent’anni quel furto resta ancora un mistero.
Nel 2014 i riflettori si sono accesi daccapo sulla vicenda, grazie alle nuove tecnologie: l’impronta rilevata sulla cornice, messa a paragone con quelle di alcuni sospettati, avrebbe potuto portare alla soluzione. Nulla di fatto, purtroppo.

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