Oggi sul sito del Ministero dei Trasporti sono stati pubblicati della famosa analisi “costi-benefici” sulla Tav: saldo negativo tra i 7 e gli 8 miliardi di euro. Ieri sera era stata consegnata dal dicastero di Toninelli agli altri membri del governo: da Conte a Di Maio e a Salvini che ora dovrebbero cominciare a parlarne nel vertice a Palazzo Chigi al quale, per altro, è assente proprio il leader del M5S Luigi Di Maio. E Toninelli esulta: “Come adesso tutti possono vedere, i dati sono decisamente negativi. Direi impietosi. Adesso deciderà il governo”.

Dall’analisi emerge che si verificherebbero perdite per 7 miliardi e vantaggi economici per 885 milioni. Nel dettaglio, “qualora si faccia riferimento a stime di crescita della domanda e di modifica della ripartizione modale più realistiche, gli effetti complessivi del progetto durante gli anni di esercizio – escludendo cioè il costo di investimento – risultano pari a 885 milioni”, si legge nell’analisi del ministero. Questo risultato deriva dalla somma di due componenti di segno opposto, spiegano i tecnici. “La prima, relativa ai flussi di merci, determina un effetto negativo pari a 463 milioni. Tale risultato è la conseguenza del fatto che, nelle condizioni complessive esistenti sugli itinerari di interesse per il progetto, lo spostamento modale dalla strada alla ferrovia risulta essere socialmente inefficiente. Il beneficio economico conseguente alla possibilità di instradare treni lunghi e pesanti sull’itinerario “di pianura” reso possibile dall’opera in esame, sommato alla riduzione delle esternalità negative risulta minore della perdita di accise e di pedaggi. Il risultato negativo è fortemente influenzato anche dal fatto che i flussi di traffico su ferrovia esistenti – ossia quelli che con certezza godrebbero della riduzione dei costi operativi – sono di entità molto modesta sia in termini assoluti sia rispetto a quelli che dovrebbero cambiare modo”.

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