Ha risposto ad un annuncio dove veniva messo in vendita un Rolex Daytona, con tanto di codice seriale, commercializzato al prezzo di 13.500 euro. Interessato all’acquisto ha risposto all’inserzione chiedendo le dovute garanzie sull’autenticità dell’orologio ricevendo a conferma della genuinità dell’offerta il numero seriale del Rolex e copia della garanzia con il documento della proprietaria del Rolex, spacciata per moglie del venditore.

Dopo ulteriori verifiche sulla bontà del venditore, dichiaratosi essere un medico bolognese, il 30enne reggiano acquistava l’orologio versando, come concordato, 1.000 euro di caparra e successivamente, a saldo del dovuto, un bonifico di 12.500 euro sul conto della moglie del venditore.

Dopo una serie di appuntamenti fissati per la consegna del Rolex e disdetti all’ultimo minuto per impegni di lavoro del venditore, il 33enne di Scandiano rinunciava all’acquisto chiedendo la restituzione dell’intero importo. Ricevute le coordinate bancarie il venditore faceva intendere di aver aderito alla richiesta inviando la fotografia della ricevuta attestante il bonifico a favore del 33enne. Successivamente il venditore, manifestando l’intenzione di vendere ad ogni costo il Rolex, riproponeva la vendita al 33enne scandianese per un importo di 10.500 euro. Un ribasso di 3.000 euro, rispetto al prezzo originario, praticato, secondo quanto lasciato intendere, a titolo di “indennizzo” per i disagi che gli aveva creato. In completa buona fede, anche alla luce della ricevuta di bonifico dei 13.500 euro, il 33enne, come da accordi versava tramite bonifico i 10.500 euro richiesti per l’acquisto del Rolex. Non vedendosi accreditare i 13.500euro scopriva dalla ricevuta inviatagli che aveva fornito un numero di iban sbagliato motivo per cui rettificava l’iban al venditore ricevendo altra ricevuta – sempre in fotografia- dell’avvenuto bonifico corretto nel senso richiesto. Una probabile ricevuta posticcia quella inviata al 33enne che oltre a non ricevere più i 13.500 euro non entrava in possesso nemmeno del Rolex pagato 10.500 euro. Il truffatore e la sua compagna l’avevano raggirato intascando ben 24.000 euro! Materializzato di essere rimasto, suo malgrado, vittima di una truffa, il 33enne si è presentato ai carabinieri della tenenza di Scandiano trovando le certezze ai suoi sospetti. I carabinieri infatti dopo una serie di riscontri identificavano l’inserzionista e la sua compagna accertando che la vendita fantasma del Rolex a discapito  del 33enne scandianese era la punta di un iceberg di una vera e propria condotta truffaldina che vede gli odierni indagati essere dei veri e propri “professionisti” della truffa come rivelano, oltre alla condotta criminale ai danni dello scandianese, i numerosi precedenti per truffa posseduti dai due. I truffatori identificati in un 45enne leccese e in una 46enne barese venivano quindi denunciati dai carabinieri di Scandiano per truffa in concorso.

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