Questa è una storia che vale la pena di raccontare, è significativa su come vanno le cose nel nostro Paese, in questo caso dal punto di vista fiscale. L’IRAP ( Imposta regionale sulle attività produttive) è stata istituita con legge 446 del 15 dicembre 1997 ed ha sostituito varie imposte come Ilor, Iciap, tassa sulla partita iva, etc. E’ a carico delle imprese, proporzionale al fatturato. Non è dovuta dai lavoratori autonomi “privi di autonoma organizzazione”. E come hanno sentenziato la Cassazione e varie Commissioni Tributarie non dovrebbe essere pagata da Artigiani, promotori finanziati e agenti di commercio a patto che non abbiano lavoratori alle loro dipendenze e non abbiano beni strumentali se non quelli limitati al minimo per poter svolgere la propria attività ( esempio l’auto per gli agenti di commercio).
Ad inizio dicembre 2017 il neo presidente nazionale della FNAARC, maggiore sindacato di categoria degli agenti di commercio con oltre 60mila aderenti ( in Romagna oltre mille) Alberto Petranzan ha trovato nell’onorevole Maurizio Bernardo, presidente della VI commissione Finanze della Camera dei Deputati, un interlocutore capace di prendere a cuore il problema che da anni assilla la categoria. L’on. Bernardo ha presentato in Commissione un emendamento, accolto, che cancella l’IRAP per oltre l’80% degli agenti di commercio italiani. Si dovrà attendere unicamente l’approvazione parlamentare dell’intera manovra finanziaria 2018, emendamenti compresi. I responsabili del Sindacato agenti che ha sollecitato il provvedimento sono molto fiduciosi, stante anche il fatto che il 2018 sarà anno di elezioni ed i politici sono sempre molto “sensibili” in questi momenti. Ma soprattutto perché Cassazione e Commissioni Tributarie hanno in varie occasioni riconosciuto che questa categoria non deve pagare la tassa in presenza delle condizioni che abbiamo detto sopra.
Ma ecco la doccia fredda. Poco prima di Natale la finanziaria viene licenziata dal Parlamento italiano ma l’emendamento sull’IRAP per gli agenti di commercio non vi trova posto. Viene dichiarato inammissibile per carenza di copertura finanziaria. Ricordiamo che la copertura riguarda l’anno 2018, quindi si chiede di pagare una tassa non dovuta, perché il Governo l’ha già conteggiata in Bilancio e toglierla provoca una “buco” che in poche ore non può trovare una sostituzione!
Tutto ciò significa che la categoria, forte di oltre 250.000 professionisti in Italia, dovrà pagare regolarmente, come prevede la legge e suggerisce la stessa FNAARC, per poi chiederne immediatamente il rimborso. Che stante le sentenze già passate, dovrà essere reso ai contribuenti. Ma magari aspettando anni con costi vari da affrontare. Crediamo che non ci siano commenti da aggiungere.
Ottavio Righini
