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Bonus baby sitter anche per i nonni

L'esperto Ottavio Righini

Una delle ultime novità messe in campo dal Governo, la possibilità per i nonni che badano dei nipotini di ottenere un contributo dalla Stato. E’ una misura che potrà aiutare economicamente i nonni impegnati come “badanti” di piccoli nipoti, cosa che spesso avviene, ma all’inverso: sono i nonni ad aiutare economicamente nipoti e figli.

L’Inps, che di fatto eroga il bonus, ha stabilito le modalità cui attenersi per l’ottenimento del contributo. Il tutto può avvenire una sola volta, e la relativa domanda, che descriveremo, dovrà essere fatta entro il prossimo 31 luglio 2020.

La domanda deve essere fatta all’Inps ove è necessario registrarsi sulla piattaforma delle prestazioni occasionali. Per accedere all’Istituto, lo possono fare i genitori o i nonni stessi, occorrono le credenziali, ovvero impiegare lo SPID ( Sistema Pubblico di Identità Digitale) o in alternativa la CIE ( carda Identità Elettronica). Come sempre, per fortuna, è possibile ottenere il tutto gratuitamente recandosi presso un Patronato.

Requisito essenziale è che i nonni (ma vale anche per zii o altri parenti) non siano conviventi con la famiglia dei bambini per i quali si richiede il contributo.

Il contributo concesso sarà normalmente di 600 euro,eventualmente raddoppiati,  ma in casi speciali può addirittura arrivare a 2 mila euro (per personale sanitario o per i dipendenti dei comparti Sicurezza, Difesa e Pubblico Soccorso) impegnati nell’emergenza Covid.

La procedura prevede l’utilizzo del Libretto di Famiglia, strumento creato dall’Inps per compensare prestazioni occasionali legate a lavori domestici e assistenza domiciliare ad anziani o minori. Su questo libretto saranno accreditati dall’Istituto i benefici da destinare all’avente diritto.

Non sarà possibile richiederlo dai genitori in congedo Covid, o da chi percepisce il Naspi, che ha invece usufruito dei 15 giorni di permesso per accudire i figli avrà diritto solo al 50% di detto bonus, impossibile per coloro che hanno usufruito di più dei 15 giorni di congedo.

Ottavio Righini

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