Oggi analizziamo due recenti studi che riguardano le persona anziane effettuati dall’ISTAT e dal CENSIS. Cominciamo dall’ISTAT che ha fatto una “fotografia” dell’andamento demografico del nostro Paese. E salta immediatamente agli occhi una dato preoccupante: l’Italia perde abitanti e soprattutto invecchia, per ogni bambino ci sono cinque persone anziane. L’età media degli italiani dal 2011 al 2019 è aumentata di ben due anni e l’indice di vecchiaia, rapporto fra under 15 e over 65 è passato al 180%, solo nel 2011 era del 148% e nel 1951 era del 33%. Implicazioni che abbiamo già descritto parlando delle pensioni che diventeranno sempre più ristrette e problematiche. Nel 2019 eravamo 59,6 milioni di abitanti con un meno 175 mila rispetto all’anno precedente. Gli stranieri residenti sono poco più di 5 milioni con un aumento rispetto all’anno precedente di 43 mila unità. Ma l’apporto numerico degli stranieri non compensa le perdite. Un ultimo dato recentissimo, nel 2020 i morti in Italia sono stati oltre 700 mila più o meno come nell’anno 1944. Nel 2019 i morti furono 647 mila, e qui si ha la percezione di quanto il Covid abbia inciso.

Il Censis invece ha condotto un’analisi sulle opinioni degli over 65 sul periodo, appunto minato dal Covid, che stiamo vivendo. Pare che il 58% degli italiani sia disposto a rinunciare alle libertà personali in nome della salute collettiva, quindi lasciando al Governo le decisioni su quello che dobbiamo fare per salvaguardare il nostro stato di salute. Un po’ meno d’accordo gli aver 65 che sono il 52% a pensarla in questo modo, mentre i più giovani che condividono sono il 64%. Anche circa le sanzioni per coloro che non rispettano le regole i più anziani sono i più tolleranti e alla domanda se preferirebbero pene più severe risponde si il 69% contro l’82% degli under 35 ed il 78% dei 35-64 enni. Circa l’affermazione che non periodi di emergenza si debba dare la priorità alle cure per i più giovani è d’accordo il 38% degli anziani contro il 49% dei più giovani. Gli stessi anziani sono anche più tolleranti verso coloro che si ammalano per non aver rispettato le regole imposte. Solo il 17%, contro una media nazionale del 33%, sarebbero d’accordo che le cure a chi non ha rispettato le regole governative, dovrebbero essere data dopo coloro che invece hanno rispettato. E’ stata poi fatta una domanda sulla pena di morte (!?). Sono favorevoli il 20% degli anziani contro il 44% dei giovani ed il 58% dei media età.

Infine rispetto al mondo digitale, che l’87% degli italiani utilizza più o meno regolarmente. Il 70% dei più giovani dichiara di avere buone competenze, contro il 32% degli anziani, dove si rileva che chi sa usare la rete fra gli anziani è molto più felice degli altri.

Ottavio Righini

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