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I pensionati sono serviti!

Interviene l'esperto Ottavio Righini sulla decisone della Consulta

Righini Ascom

 

E’ di oggi la decisione della Corte Costituzionale che ritiene legittimo il mini adeguamento previsto dallo scorso anno dal Ministro Poletti. E in questi giorni si sta decidendo per l’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anno a partire del 2019.

Vediamo la decisione della Consulta,, abbastanza prevista, ma essendo la speranza (per i pensionati!) l’ultima a morire fino ad oggi si poteva pensare ad una giusta decisione da parte della Consulta chiamata a rispondere ai tanti ricorsi inviati avverso la decisione del Ministro Poletti di adeguare solo in minima parte quanto il precedente Governo Monti aveva tolto bloccando la rivalutazione delle pensioni superiori a tre volte il minimo ( parliamo di 1.422 euro lordi mensili). La speranza derivava dal fatto che la stessa Consulta nel 2015 aveva dichiarato incostituzionale la misura che toglieva l’adeguamento. Così con una “trovata” Poletti e Renzi pensarono di restituire parzialmente con un bonus quanto non dato. Questa restituzione parziale che oggi è stata decretata definitivamente, ha previsto che la rivalutazione valga il 100% per le pensioni al disotto del minimo di tre volte, il 40% tra tre e quattro volte, il 20% tra 4 e 5 volte, il 10% tre 5 e 6 volte il minimo, nulla oltre 6 volte il minimo ( pari a 2.810 euro mensili lordi). Per lo Stato vuol dire dover pagare poco più di 5 miliardi contro i quasi 30 necessari con l’adeguamento pieno. Certamente un bel risparmio e sicuramente la Consulta ha tenuto conto unicamente della necessità di non mettere in difficoltà il Governo con l’esborso della cifra totale. Ma a rimetterci sono i pensionati che avevano sempre contato con la rivalutazione che di fatto mette al riparo le pensioni dall’aumento e al rincaro del costo della vita.

Non è certo un bel regalo per una categoria, quella dei pensionati, che troppo spesso viene “bersagliata” quando è necessario prendere risorse o tagliare pagamenti.

Questo per quanto i circa 6 milioni di pensionati che ci perderanno con questa decisione. Mentre per coloro che aspettano di terminare il lavoro e andare in pensione proprio in queste ore si sta decidendo, non senza problemi, di aumentare ulteriormente l’uscita dal lavoro. Nel 2019 si andrà in pensione a 67 anni. E ciò perché l’Istat certifica che la vita media degli italiani è ancora aumentata. Di questo passo nel 2050 si andrà in pensione a 70 anni! Mentre per pensione anticipata serviranno 43 anni e tre mesi per gli uomini ed un anno in meno per le donne. A solo titolo di curiosità ricordiamo che in Francia si va in pensione a 62 anni ed in Spagna a 63 anni. Non lo sappiamo ma forse in quelle nazioni la….vita media è più bassa che da noi!

Ottavio Righini

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