L’INPS con apposito messaggio del 9 scorso chiarisce una problema riguardante la quarantena da Covid 19 ed il lavoro a distanza. Nei casi in cui il lavoratore in quarantena o in sorveglianza precauzionale perché con fragilità dovuta al Covid 19, in accordo con il proprio datore di lavoro, continui a svolgere attività lavorativa dal proprio domicilio non ha diritto alla tutela previdenziale della malattia. In questi casi si ritiene che non si dia luogo alla sospensione dell’attività lavorativa e pertanto neppure alla completa retribuzione.

E’ noto che nell’attuale contesto di emergenza sono state permesse ed incentivate modalità alternative al normale lavoro subordinato. ( il così detto smart working, oppure lavoro agile oppure telelavoro, ecc.). Questi nuovi modi di lavorare hanno consentito la continuità dell’attività, riducendo al massimo i rischi di contrarre la malattia o di procurarla ad altri fuori dalle mura domestiche.

Il legislatore fin dal Decreto “Cura Italia” ha previsto per la quarantena e la sorveglianza precauzionale di soggetti fragili l’equiparazione al trattamento economico spettante al lavoratore in caso di malattia pu non essendoci un’incapacità temporanea al lavoro tale da impedire in assoluto lo svolgimento dell’attività lavorativa. Questo avviene certamente anche quando un lavoro non può essere fatto al di fuori del luogo dove di norma viene effettuato, quindi non “trasportabile” in altro sito.

Comunque non è possibile ricorrere alla tutela previdenziale della malattia o della degenza ospedaliera nei casi in cui il lavoratore in quarantena, o in sorveglianza precauzionale, continui a svolgere in accordo con il datore di lavoro, l’attività lavorativa presso il proprio domicilio, poiché in questa circostanza non ha luogo la sospensione dell’attività lavorativa e quindi neppure la sospensione dello stipendio che il datore di lavoro dovrà corrispondere regolarmente.

Non è necessario forse ricordare che qualora la malattia non permetta al lavoratore, seppure temporaneamente, di svolgere il normale lavoro, avrà il diritto di accedere alla prestazione previdenziale compensativa della perdita del guadagno, aprendo la relativa pratica per l’INPS.

E’ utile ricordare che qualora lavoratori assicurati in Italia si siano recati all’estero e siano stati oggetto di provvedimenti di quarantena da parte delle autorità del Paese estero, non sono tutelati, in quanto ciò è possibile unicamente se la quarantena è disposta da autorità sanitarie italiane.

Ottavio Righini

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