Il CUPLA, Comitato unitario pensionati lavoro autonomo, nazionale, forte di oltre 2 milioni di iscritti attraverso le sigle CNA pensionati, Anap Confartigianato, Associazione pensionati Cia, 50&Più Confcommercio, Federpensionati Coldiretti, Fipac Confesercenti, Fnpa Casartigiani e Anpa pensionati Confagricoltura, sottopone ai candidati al Parlamento un documento che mette al centro le scelte politiche sul reddito pensionistico, i temi sociali e le esigenze degli anziani.
Sono necessarie misure incisive per una ripresa stabile dell’attività economica e produttiva, ma sarà anche indispensabile dare sollievo alle famiglie degli anziani, i cui trattamenti pensionistici hanno perso progressivamente valore rispetto al reale costo della vita e i cui redditi hanno scontato il peso di un fisco ancor più opprimente a livello locale e di costo socio-sanitari sempre più alti.
Il CUPLA chiede pertanto provvedimenti ponderati e credibili, come l’allargamento del bonus Irpef 80 euro alle pensioni basse e una riformulazione degli assegno familiari; la revisione del paniere della spesa su cui si basa l’indicizzazione delle pensioni più aderente alle necessità dei meno abbienti, con un peso maggiore dei beni alimentari, energetici e farmaco sanitari; l’accesso universale ed uniforme dei servizi sanitari e di assistenza in tutti il territorio nazionale; la realizzazione dell’innovativa riforma dei L.E.A. ( livelli essenziali di assistenza) in tutte le regioni, affinché si trasformino in diritti esigibili da parte di tutti, anziani e cittadini.
Ciò che non è più prorogabile è anche una legge nazionale sull’invecchiamento attivo che consentirebbe un vero Patto intergenerazionale per la sicurezza e la tranquillità degli anziani insieme alla creazione di nuove professionalità ed occasioni di lavoro per i più giovani.
In conclusione il CUPLA ritiene che il prossimo Governo non debba trascurare e non considerare le problematiche di oltre 16 milioni di pensionati ed anziani ed il contributo che gli stessi possono concretamente dare per uno sviluppo equilibrato e per la ripresa dei consumi.
Di questi 4 milioni e mezzo derivano dal lavoro autonomo ( 1,6 milioni ex artigiani – 1,5 milioni ex agricoltori – 1,3 milioni ex commercianti) il cui reddito da pensione risulta essere mensilmente di 774 euro lordi ( 882 per gli artigiani, 537 per gli agricoltori, 817 per i commercianti). E non dobbiamo dimenticare che per il 63% dei nuclei familiari con la presenza di un pensionato la pensione rappresenta il 75% del reddito totale. E malgrado queste cifre piuttosto basse secondo l’Istat in questi anni di recessione un pensionato presente in famiglia “ ha attenuato il rischio di disagio economico, fornendo un’importante rete di protezione sociale”
o.r.
