E’ quanto previsto dalla legge di Bilancio 2020. E’ possibile per le lavoratrici che a fine 2019 abbiano compiuto 58 anni di età se dipendenti e 59 anni se lavoratrici autonome con almeno 35 anni di contributi. Ma attenzione c’è anche una parte negativa in questa possibilità, l’assegno di pensione subirà una decurtazione del 30 percento e si maturerà per le dipendenti 12 mesi dopo il raggiungimento del diritto salendo a 18 mesi per le lavoratrici autonome. E’ un’opportunità che va attentamente considerata, e potrà essere interessante solo per una parte delle aventi diritto.

Specifichiamo meglio il diritto di accedere a questa opportunità: Fermo restando che si devono avere almeno 35 anni di contributi versati all’Inps, vi possono accedere le lavoratrici dipendenti nate entro il 31 dicembre 1961 e le lavoratrici autonome nate entro il 31 dicembre 1960. Come già detto però la decorrenza dell’assegno avverrà dopo 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e 18 mesi per le lavoratrici autonome.

Due considerazioni da farsi: comunque si dovrà aspettare un certo tempo per ricevere il primo assegno. E le lavoratrici, autonome o dipendenti hanno parametri diversi: non sempre capibili.

Le domande per questo tipo di pensione va presentata all’Inps dal momento del raggiungimento dei requisiti fino ad un mese prima del primo assegno. 

La domanda per l’accesso potrà essere presentata in qualsiasi momento, anche successivo all’apertura della finestra mobile, ciò comporterà che la finestra mobile sarà successiva alla stessa finestra e per le lavoratrici dipendenti sarà necessaria la cessazione del rapporto di lavoro.

La richiesta per l’opzione del calcolo della pensione di anzianità con il sistema contributivo potrà essere presentata anche il mese precedente la decorrenza della pensione e non quando vengono raggiunti i requisiti richiesti per l’accesso.

Ottavio Righini

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