Il governo ha approvato questa sera il decreto legge che contiene le norme sul reddito di cittadinanza e “quota 100”, le due riforme economiche a lungo promesse dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega.

Come sarà il reddito di cittadinanza
Il “reddito di cittadinanza” sarà destinato a poco meno di 1,4 milioni di nuclei familiari in condizioni di bisogno. Per riceverlo bisognerà rispettare una serie di requisiti: un reddito annuale non superiore ai 6 mila euro l’anno per i single e non superiore al 12 mila e 600 euro per le famiglie più grandi, un patrimonio immobiliare, oltre alla prima casa, non superiore ai 30 mila euro, un conto in banca non superiore ai 6 mila euro (è previsto un limite più alto per famiglie più numerose).

 

Le famiglie che rientrano in questi requisiti avranno diritto da un minimo di 500 euro, destinati a un adulto che vive in una casa di proprietà, fino a un massimo di 1.330 euro per una famiglia composta da tre adulti e due bambini che vive in affitto. Il sussidio viene erogato per 18 mesi rinnovabili dopo una pausa di un mese. Il reddito potrà essere chiesto anche dagli stranieri purché residenti in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo.

Chi ne ha diritto potrà fare richiesta per il reddito di cittadinanza a partire dal primo aprile e lo riceverà dal mese successivo (fatti salvi possibili ritardi e altri problemi burocratici). I componenti maggiorenni del nucleo familiare la cui richiesta viene accettata dovranno sottoscrivere un “patto”: il “patto di lavoro”, destinato a disoccupati e abili al lavoro, o il “patto di inclusione”, destinato a chi è in condizioni di povertà o disagio. Con questo “patto” ci si impegna a svolgere una serie di attività in cambio del sussidio.

Nel caso del “patto di inclusione”, la persona viene segnalata ai servizi sociali del suo comune di residenza, si impegna a svolgere lavori socialmente utili e a seguire indicazioni di prevenzione e cura in campo sanitario. Coloro che sottoscrivono il “patto di lavoro” si impegnano a iscriversi ad una nuova piattaforma online per la ricerca di lavoro, si impegnano a visitarla quotidianamente, a svolgere corsi di formazione, a informarsi sulle attività socialmente utili che possono svolgere nel loro comune.
Dunque, nei primi sei mesi di fruizione del reddito sarà considerata congrua un’offerta entro 100 chilometri dalla residenza, tra il sesto e il 12/o mese entro 250 km ed oltre il 18/o mese, nel secondo ciclo di erogazione del reddito, ovunque in Italia, nel caso in famiglia non ci siano minori né disabili.

Chi froda rischia dai due ai sei anni di carcere ed entro un anno dalla prima erogazione, il beneficiario deve accettare la prima offerta di lavoro congrua entro 12 mesi. Previsti anche sgravi per chi assume e bonus per chi avvia un’attività in proprio.

Alle aziende che assumono un beneficiario del reddito viene indirizzato l’importo percepito dal neo-assunto per i mesi rimanenti fino alla fine del ciclo di 18 mesi (o comunque per un minimo di cinque mesi). Per donne e disoccupati da lungo tempo all’impresa viene corrisposta una mensilità extra. Le aziende percepiscono invece metà dell’importo del reddito (sempre fino a fine ciclo) nel caso in cui il beneficiario usufruisca di un corso di formazione per l’impiego o dell’ausilio delle agenzie per il lavoro (a cui andrà il restante 50%). Le agevolazioni sono concesse a patto che l’impresa aumenti il numero di dipendenti. Se chi prende il reddito di cittadinanza avvia una sua impresa, ottiene il reddito fino a 16 mesi.

Come sarà quota 100?
Quota 100 è la riforma pensionistica che crea un canale aggiuntivo per andare in pensione. In sostanza, consente di andare in pensione a chi ha compiuto almeno 62 anni di età e ha versato almeno 38 anni di contributi. Si tratta di una misura per ora “sperimentale” che resterà in vigore soltanto nel triennio 2019-2021. È probabile che al momento della pubblicazione del decreto una serie di categorie rimarranno escluse.

Si potrà andare a riposo prima dei 62 anni se si sono maturati 42 anni e 10 mesi di contributi entro il 2018 (41 e 10 per le donne), ma si dovrà attendere la finestra trimestrale. Quindi non è previsto l’incremento di cinque mesi che doveva scattare nel 2019 ma se ne attendono comunque tre.

Per i dipendenti pubblici la finestra è semestrale ma la prima uscita possibile sarà ad agosto. Di fatto per loro la Quota sarà 101,2 con un minimo di 62 anni e sette mesi di età e 38 anni 7 mesi di contributi per ricevere la pensione.

Il Governo assicura una formula per evitare il differimento nel tempo dell’erogazione del Tfs per i dipendenti pubblici. Il ministro Giulia Bongiorno ha assicurato che sarà immediato per tutti di dipendenti pubblici, dipendenti e non ma non ha chiarito se sarà solo una parte ad essere erogata immediatamente.

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