Nel 2021 non ci sarà nessun aumento, anche se si aspetta la conferma definitiva dal Ministero dei Economia e Finanze per le pensioni degli italiani. Vogliamo ricordare che ai pensionati spetta una perequazione dei loro assegni ogni annio per adeguare gli stessi al rincaro del costo della vita. Questo meccanismo che riconosce il 100% dell’inflazione ai percettori di pensioni di massimo quattro volte il minimo ( oggi pari a 515,58 per 13 mesi), mentre per gli assegni più alti l’aumento automatico diminuisce man mano che questo aumenta. E su questa anormale e ingiusta situazione i sindacati dei pensionati si stanno battendo da vari anni, in prima linea ricordiamo 50&più di Confcommercio, ma senza risultato se non quello di una probabile  risoluzione nel 2023, oggi piuttosto imprevedibile.

La ragione per cui nel prossimo anno non ci saranno aumenti per nessun pensionato sta ne fatto che il costo della vita, secondo Istat, sarebbe pari a zero! Ci auguriamo di essere smentiti, ma purtroppo crediamo di no. In ogni caso il singolo pensionato non può e non deve fare nulla: se ci saranno gli improbabili piccoli aumenti arriveranno in automatico, altrimenti ci si troverà con gli stesso importo di quest’anno.

Ma attenzione, le cattive notizie non arrivano mai sole, soprattutto di questi tempi non certo felici per nessuno tanto meno per gli anziani pensionati. 

Come si sa le pensioni vengono pagate dall’INPS con i versamenti attuali di coloro che stanno lavorando. Mancando questi, o calando, il bilancio dell’Istituto diventa deficitario. Ebbene il Covid, prima e seconda ondata, ha diminuito il lavoro ed i conseguenti versamenti dei contributi ed aumentato nel contempo la Cassa integrazione che viene erogata dal medesimo Istituto ( mentre altri interventi, come il reddito di cittadinanza, sono pagati con fondi diretti dello Stato). Cosa sta succedendo. Che quest’anno l’INPS vedrà gonfiato il suo passivo di almeno due miliardi che andranno ad aggiungersi ai 26 miliardi di rosso preesistenti. Per di più il rapporto fra lavoratori e percettori di pensioni si avvicina costantemente: oggi è di 1,25 mentre qualche decina di anni or sono avevamo un rapporto di un pensionato ogni 4 lavoratori! Ma fortunatamente l’INPS ha delle riserve, oltreché degli immobili vendibili, ed in ogni caso le pensioni godono dell’assicurazione dello Stato: cioè se non dovesse pagare l’INPS dovrebbe pagare lo Stato.

Situazione di grande preoccupazione, ma cosa ne pensa il Presidente dell’Istituto  Pasquale Tridico intervistato nei giorni scorsi. “ Non esiste problema di default per l’INPS perché non esiste problema di deficit per lo Stato. Nel 2018 lo Stato ha ripianato i conti dell’Istituto per i deficit dal 2009 al 2014 per 65 miliardi, ciò mi permette di assicurare della tenuta dei conti dell’Istituto previdenziale.”

Non abbiamo motivo di dubitare della tenuta di INPS e degli aiuti dello Stato, ma il diritto a preoccuparci non vogliamo farcelo mancare. E allora non ci resta che augurare in primis buona salute a tutti.

Ottavio Righini

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