Il Covid 19 ha fatto enormi danni. Il maggior numero di vittime si è verificato fra i pensionati, la popolazione più anziana e debole. Ma questa categoria, di cui da tempo ci interessiamo, pagherà anche economicamente (purtroppo non sarà la sola) in maniera sensibile, perché più debole.

Coloro che dovranno andare in pensione nel prossimo futuro hanno la prospettiva molto concreta di vedersi, con le attuali normative che potrebbero anche peggiorare, riconoscere assegni pensionistici più bassi in ragione del calo crollato in stima di oltre il 10% per il corrente anno ed ulteriore 4-5% nei due anni prossimi. Pertanto i calcoli della pensione saranno conseguentemente più bassi di vari punti percentuale,

Mentre chi già riceve una pensione non vedrà i soliti, piccoli, ritocchi in aumento dovuti al rincaro del costo della vita rilevato ogni anni dall’Istat, ma prevedendo alcuni anni di stagnazione gli attuali assegni pensionistici rimarranno inalterati ( almeno si ha la speranza che non vengano poi anche ritoccati in ribasso da tassazioni in aumento. E a questo proposito ricordiamo che proprio in questi giorni la Grecia, così come il Portogallo, apre con tasse molto basse a tutti i pensionati europei).

Ma quello che dovrebbe preoccupare ancora di più ne deriva da una comunicazione della Cgia di Mestre che ha reso pubblico uno studio sul numero dei pensionati e dei lavoratori di oggi in Italia. Le statistiche ufficiali sono datate a fine 2019 e ci danno un numero di lavoratori attivi leggermente superiore alle pensioni pagate. In Italia a fronte di 22.786.000 di pensionati si registrano 23.215.000 di lavoratori (circa 400.000 pensionati continuano a lavorare, soprattutto gli autonomi), ma nei primi mesi di quest’anno pare che le due cifre si siano capovolte e che i pensionati abbiano superato i lavoratori. E come ben sappiamo che le pensioni vengono pagate con i contributi che i lavoratori versano negli stessi tempi, c’è da stare poco allegri. Ecco perché le regole delle pensioni sono sempre all’ordine del giorno del Governo. Le pensioni pagate in Italia sono pari a 283 miliardi annui, e rappresentano il 16,6% del PIL del Paese.

Vediamo la statistica lavoratori/pensionati nei territori a noi vicini.

In Emilia-Romagna a fronte di 1.820.000 pensionati abbiamo 2.005.000 lavoratori attivi. Nella provincia di Forlì-Cesena con 160.000 pensionati troviamo 176.000 lavoratori, in provincia di Ravenna contro 169.000 pensionati troviamo 172.000 lavoratori ed infine nella provincia di Rimini troviamo 122.000 pensionati contro 152.000 lavoratori.

Ottavio Righini

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