L’Associazione di volontariato G.R.D. Genitori Ragazzi Down di Faenza supportata tecnicamente dallo staff tecnico della Cooperativa sociale San Vitale di Ravenna su proposta del gestore del bar “Café Solito Posto” Yarno Rossi in collaborazione con l’ASCOM di Faenza e l’associazione ASDD Associazione Sortiva Disabili Dilettantistica di Faenza si propongono di realizzare un mini percorso formativo per permettere ad alcuni ragazzi con disabilità intellettiva di apprendere competenze di base relativamente al settore caffetteria- bar , propedeutiche ad eventuali esperienze successive.
DESTINATARI sono 7 persone con disabilità intellettiva medio-lieve
OBIETTIVI FORMATIVI:
Acquisire competenze tecniche di base relative a:
- utilizzo delle macchine per fare il caffè e la preparazione di caffè e delle sue varianti, caffè, caffè macchiato, latte macchiato, cappuccino;
- preparazione di tisane, spremute, caffè d’orzo, ginseng, tè ecc..;
- preparazione di semplici cocktail;
- gestione e servizio clienti al bancone; allestimento e riordino (lavapiatti);
- servizio ai tavoli e pulizia.
Acquisire competenze relazionali e comunicative relativamente alla:
- gestione del cliente;
- gestione delle relazioni con i colleghi.
METODOLOGIA
Le attività formative sono rivolte ad un gruppo di 7 persone con disabilità intellettiva medio-lieve e saranno condotte da:
- un formatore esperto nelle attività specifiche del bar: Yarno Rossi, gestore del bar “Café Solito Posto”;
- Un’Educatrice Sociale messa a disposizione dall’associazione GRD: Irene Giovanardi.
- Un’operatrice messa a disposizione dall’ASDD: Cinzia Amorino.
La cooperativa sociale San Vitale fornirà il necessario supporto tecnico attraverso l’Educatrice Professionale Valeria Garcea.
Ogni giornata formativa sarà della durata di 2 ore e comprenderà due momenti:
- una prima parte in cui verranno trattati i contenuti formativi concordati per la giornata attraverso:
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- la dimostrazione pratica di un compito complesso che verrà suddiviso in sequenze semplici per facilitarne l’apprendimento;
- la distribuzione di schede didattiche specifiche (task analysis).
- Una seconda parte esperienziale per favorire gli apprendimenti e l’interiorizzazione delle nozioni acquisite.
Al termine dell’esperienza formativa si propongono ulteriori 10 ore per allievo (ovvero 2,5 ore al giorno per 4 giorni) di stage su campo al “Café Solito Posto”.
Le strategie cognitivo comportamentali alle quali si fa riferimento per facilitare tali apprendimenti sono le seguenti:
- apprendimento imitativo (modeling) che consiste nella promozione di esperienze di apprendimento attraverso l’osservazione del comportamento di un soggetto che funge da modello;
- tecnica di concatenamento (chaining): si delineano le parti componenti di un’abilità complessa e si insegna all’allievo ad eseguirle in successione fino al completamento del compito;
- tecnica di aiuto e riduzione dell’aiuto (prompting e fading) nella seconda parte;
L’ASCOM Faenza che promuove l’iniziativa si propone come ente gestore della formazione.
SEDI DEL CORSO
- Le lezioni si svolgeranno presso la sala macchine della Mokador che oltre alle macchine metterà a disposizioone il caffè necessario in collaborazione alla Centrale del latte di Cesena che fornirà il latte necessario .
- Lo stage pratico si svolgerà presso il “Café Solito Posto”.
MATERIALE DIDATTICO
- Elaborazione di materiale didattico: task analysis;
STRUMENTI DI VALUTAZIONE
- Questionario di gradimento del corso;
- Questionario di rilevazione e valutazione degli apprendimenti;
- Osservazione e valutazione del periodo di stage di ogni partecipante.
EVENTO CONCLUSIVO
Al termine del corso il 18 maggio presso la sede del “Cafè Solito Posto” si prevede l’organizzazione di un evento: Aperitivo dalle ore 19 per coinvolgere l’intera cittadinanza sulla necessità dell’inclusione lavorativa anche per le persone con disabilità. In tale occasione le persone coinvolte nel corso potranno dare dimostrazione delle competenze apprese.
Si ringraziano fin da ora gli sponsor Mokador, Centrale del latte di Cesena e Imola Bevande per aver messo a disposizione spazi e materiali.
PROGETTO “SI PUO’ FARE”
Associazione Genitori Ragazzi Down Faenza
L’associazione:
L’associazione GRD nasce nel 2004 dalla volontà di alcune famiglie faentine di organizzarsi in gruppo per promuovere azioni concrete nel territorio e modificare i paradigmi interpretativi sulla disabilità e, al contempo, strutturare piccole risposte di servizi innovativi grazie all’autofinanziamento e alla proficua collaborazione con le Istituzioni universitarie a cui ci si è rivolti per mutuare modelli validati scientificamente e uscire da quella logica di autoreferenzialità assistenziale che spesso produce immobilismo.
Le finalità dell’Associazione GRD sono state, in breve tempo, condivise anche da altre Associazioni presenti nel territorio faentino, e hanno portato il consiglio direttivo ad avviare una collaborazione con la Cooperativa Sociale San Vitale, che si è distinta nel territorio ravennate e faentino, per l’alta professionalità dei suoi operatori e per la sperimentazione di modelli innovativi di servizi per la disabilità confluiti, peraltro, all’interno del Programma Sperimentale sulla Disabilità Intellettiva, avviato in ambito socio-sanitario nei tre Distretti di Ravenna, Faenza e Lugo.
Destinatari del progetto
Il progetto è rivolto a persone Disabilità Intellettiva media. Al momento le persone che partecipano al progetto sono 12 di età compresa fra i 18 e i 45 anni.
Al momento le persone che sono inseriti nel progetto sono prevalentemente del distretto di Faenza ma frequentano anche persone che vengono dal distretto di Ravenna.
Finalità del progetto
Tutte le attività che costituiscono il progetto hanno uno scopo comune: far raggiungere ai frequentatori il livello di autonomia più alto possibile attraverso l’incremento delle proprie competenze e l’inserimento in contesti altamente inclusivi.
Come si struttura concretamente il progetto:
Il progetto si articola in vari contesti e setting educativi:
- La Bottega della Loggetta:
Negozio- laboratorio nato nel 2013 presso l’attuale sede di piazza 2 giugno,7 (preso in affitto a 300,00 euro al mese dall’artista Muky). In tale contesto gli utenti sono i COMMESSI del negozi
La Bottega si pone quale setting formativo tout court per i giovani disabili appena inseriti nel programma e, al contempo, setting di mantenimento e rinforzo abilitativo per coloro che hanno intrapreso lo step successivo di transizione nei tirocini lavorativi.
La Bottega si declina in attività e interventi abilitativi specifici individuali o di piccolo gruppo, mantenendo le caratteristiche preesistenti di “bottega”/negozio aperto al pubblico (per la vendita di prodotti tipici del territorio) per costituirsi quale contesto di esposizione guidata graduale alle richieste ambientali (i clienti) e quindi di esercizio supportato delle abilità.
- Progetti di Inclusione Sociale e Tirocini di tipo D:
Sia i progetti di Inclusione Socia che i Tirocini D sono esperienze lavorative supportate da job coach (esperti in interventi di tipo psicosociale cognitivo-comportamentale) in contesti naturali della comunità.
Questa metodologia innovativa, afferente ai più recenti modelli di supported employment, consente l’acquisizione di abilità professionali direttamente nel setting di inserimento, grazie all’intervento educativo (scaffolding) del job coach.
- Progetto autonomie al Co.Abi.:
Al fine di incrementare le autonomie domestiche, ma non solo, una volta a settimana, in piccolo gruppo con supporto dell’operatore, i partecipanti vanno a fare la spesa, cucinano il pranzo e riassettano materiali e spazi utilizzati.
Tale progetto viene svolto all’interno di un piccolo appartamento messo gentilmente a disposizione dell’associazione dalla Cooperatica Co.Abi.
Questo progetto permette di rafforzare numerose autonomie:
1. Orientamento e sicurezza stradale: percorso per arrivare al supermercato e al Coabi.
2.Gestione dei soldi:
– Scegliere la banconota più vicina al prezzo da pagare,
– Riconoscere e individuare il prodotto meno costoso.
– Interiorizzare il valor d’uso dei prodotti più comunemente usati.
3. Preparazione di semplici pasti (utilizzando come supporto task analysis appositamente costruite)
4. Riconoscimento degli strumenti corretti per cucinare;
5. Uso corretto e in sicurezza degli strumenti per cucinare;
6. Sviluppare la capacità di misurare quantità (uso della bilancia) e tempi di cottura (timer);
7. Pulizia e riordino degli utensili utilizzati;
8. Apparecchiatura tavola;
9. Collaborazione con gli altri partecipanti: rispetto dei compiti di ognuno, senza interferenze.
- Progetto Vacanza in Autonomia.
Il Progetto Vacanza in Autonomia si svolge una settimana all’anno e rappresenta il coronamento del Progetto Autonomia al Co.Abi.
Il setting abitativo è quello di mini-appartamenti nei quali gli utenti sperimentano l’abitare in autonomia (con il supporto di un operatore). Questo setting è particolarmente funzionale a rendere ciascun abitante della casa attivo nell’occuparsi degli ambienti e nella preparazione dei pasti, proprio come avverrebbe in una abitazione a basso livello di supporto.
- Interventi individuali e domiciliari
Quando previsto dal Progetto di Vita vengo svolti dagli educatori interventi individuali e domiciliari al fine di rispondere in maniera realmente individualizzata ai bisogni delle famiglie e dei partecipanti.
- Gruppi psico-educativi
Un sottogruppo di 8 persone ha partecipato nel 2017, a cadenza bisettimanale, ad una serie di incontri inerenti tematiche relazionali condotti da una psicologa e una educatrice professionale.
Il fine di tale percorso di gruppo è stato quello di offrire supporto e sostegno “fra pari” per migliorare le competenze relazionali e rafforzare gli apprendimenti offerti dalle situazioni formative in essere.
- Corso per Baristi ovvero Baristi non si nasce ma si diventa
Breve corso di formazione alla professione di Barista strutturato sulla base di 5 lezioni teorico-pratiche in aula di 2 ore ciascuna più 10 ore di stage pratico presso Cafè Solito Posto.
Tale corso è stato strutturato con lo scopo di permettere l’apprendimento di competenze di base relativamente al settore caffetteria- bar, propedeutiche ad eventuali esperienze successive.
Metodologia d’intervento educativo
L’approccio educativo di riferimento si rifà ai principi della Qualità della Vita (QdV), declinando gli obiettivi individuali d’intervento sui domini del benessere fisico, emotivo e materiale, dello sviluppo personale, dell’autodeterminazione e dell’inclusione sociale. Gli strumenti d’elezione del lavoro abilitativo sono basati su evidenza (Evidence-Based Education), come viene definito dalle linee guida nazionali e internazionali. La definizione degli obiettivi segue una valutazione di assessment del funzionamento della persona e la rilevazione dei bisogni suoi e della sua famiglia, mentre la definizione delle strategie e delle procedure educative si rifà all’intervento cognitivo-comportamentale e all’Analisi Applicata al Comportamento (ABA). Il monitoraggio in itinere delle acquisizioni consente di verificare in modo oggettivo gli esiti del lavoro educativo e/o di ridefinire le traiettorie del lavoro.
Il piccolo gruppo può essere utilizzato, laddove la persona presenti necessità di modelli di riferimento e di condivisione, come strumento di apprendimento di competenze e abilità e definisce pertanto obiettivi simili fra i suoi membri che tuttavia vengono declinati e perseguiti individualmente all’interno di un setting a supporto ridotto.
Azioni previste
- assessment funzionale e dei bisogni individuali e della famiglia
- definizione di un Progetto Educativo Individualizzato (PEI), all’interno di una cornice più ampia di Progetto di Vita (PdV), condiviso con la persona con DI, la sua famiglia e gli enti socio-sanitari di riferimento
- attivazione del percorso individualizzato, verifiche periodiche di monitoraggio e rilevazione degli esiti
- interfaccia con gli enti socio-sanitari di riferimento, con le famiglie e con la persona con DI.

























