Una donna in manette, il suo complice in fuga e quasi 750 grammi di cocaina purissima trovata nel “covo” degli spacciatori. È il bilancio dell’ultima operazione dei Carabinieri della compagnia manfreda, che hanno eseguito il più grosso sequestro di cocaina degli ultimi anni nel faentino.
È finita con il classico blitz, in due abitazioni del centro, l’ultima indagine antidroga dei carabinieri di Faenza, che hanno smantellato uno dei canali di rifornimento della cocaina ritenuto tra i più attivi della città. La ‘centrale’ dello spaccio è stata individuata in un condominio in via dal Pozzo, dove i militari dell’arma sono rimasti appostati per giorni per verificare la segnalazione di un gran viavai di persone che entravano e uscivano da uno degli appartamenti, soprattutto di notte. Nel corso dell’indagine, i Carabinieri hanno focalizzato l’attenzione su una coppia di stranieri che certamente abitava nel condominio, anche se entrambi non risultavano residenti in zona. Inoltre i militari dell’Arma avevano notato molti tossicodipendenti noti che spesso si vedevano nei pressi del caseggiato.
Dopo aver raccolto un sufficiente numero di indizi, grazie all’attività di ‘intelligenze’ dei carabinieri, il Capitano Cristiano Marella, comandante della compagnia di Faenza, insieme a tre Carabinieri del nucleo radiomobile in borghese ha deciso di passare all’azione. Il blitz è scattato lunedì notte, quando i carabinieri, durante l’appostamento, hanno riconosciuto un consumatore di cocaina citofonare al condominio e poi uscire dopo pochi minuti. La medesima scena si è ripetuta alcune ore dopo, pertanto, dopo aver annotato la targa dell’auto del ‘visitatore’, il Capitano ha dato ordine a una delle gazzelle dell’arma di intercettare quell’auto, per poi procedere a un controllo. Quando i Carabinieri hanno trovato addosso al conducente una dose di cocaina, hanno visto confemati i loro sospetti e a quel punto, nel cuore della notte, hanno deciso di fare irruzione nell’appartamento.
In casa i militari dell’arma hanno trovato una 30enne, originaria dell’Albania di nome Jonida Lila, che messa alle strette ha consegnato otto dosi di cocaina già pronte per la vendita, del peso complessivo di circa 10 grammi. La droga si trovava dentro un barattolo sul tavolo della cucina e la donna, dopo averla consegnata, ha ripetuto più a volte ai Carabinieri di non averne altra in casa, forse sperando che tutto sarebbe finito li. I militari dell’arma, però, non le hanno creduto e hanno perquisito accuratamente tutta la casa, recuperando altri 44 grammi di cocaina insieme a due bilancini e materiale per il confezionamento, tra cui una macchina per il sottovuoto. Nello stesso cassetto sono stati trovati quasi mille euro in contanti nonché alcuni appunti ritenuti la “contabilità” dell’attività di spaccio.
In seguito, i carabinieri hanno trovato vicino alla cocaina anche la carta d’identità di un suo connazionale, corrispondente all’uomo che secondo i militari dell’arma viveva in quell’abitazione insieme a lei. La 30enne ha negato tutto raccontando ai Carabinieri che quel documento era stato dimenticato da un uomo con il quale aveva avuto un incontro occasionale, ma naturalmente non è stata creduta, poiché il titolare di quel documento, durante gli appostamenti, era stato visto pernottare stabilmente in quella casa insieme a lei.

Quando la donna è stata portata in caserma ha tentato maldestramente di disfarsi di un mazzo di chiavi senza spiegare il motivo di quel gesto. A quel punto, dopo aver accertato che sui documenti della donna risultava un indirizzo diverso da via dal Pozzo, i militari dell’arma hanno deciso di raggiungere quell’abitazione per “provare” le chiavi appena rinvenute, nonostante la 30enne avesse spergiurato di non abitare più da tempo in quel recapito. Ma l’intuizione dei carabinieri si è rivelata ancora esatta e con quelle chiavi hanno aperto l’appartamento di corso Mazzini, indirizzo indicato anche sul documento della donna dove, nascosti in una cassettiera, hanno trovato due grossi involucri di cocaina pressata e sottovuoto, del peso di quasi 700 grammi che, sommata all’altra droga recuperata in precedenza, ha portato a un totale di circa 750 grammi di cocaina sequestrata, per un valore sulla “piazza” di circa 100mila euro.
Per i militari si tratta del più grosso sequestro di cocaina degli ultimi anni a Faenza. La 30enne da quel momento in poi si è chiusa nel silenzio e per lei sono scattate le manette con l’accusa di “spaccio e detenzione illecite di sostanze stupefacenti in concorso”. Il Pubblico ministero che ha seguito l’indagine, Marilù Gattelli, ha disposto di accompagnarla nel carcere femminile di Forlì, misura poi confermata anche dal Gip Andrea Galanti, che ha convalidato l’arresto. I Carabinieri sono sulle tracce del complice della donna, al momento resosi irreperibile.




















