Condannato a 6 anni di carcere per concussione e tentata induzione indebita l’ex funzionario della Agenzia delle Entrate di Ravenna Nicola Ricciardi. Era stato arrestato nel 2012 e ieri sera mercoledì è stato condannato dal Tribunale di Ravenna presieduto dal giudice Cecili Calandra. Il Pm Lucrezia Ciriello aveva chiesto una pena di 9 anni. Il collegio giudicante lo ha ritenuto colpevole per due episodi di corruzione e uno per tentata induzione.

I FATTI E L’INDAGINE

Nicola Ricciardi, all’epoca 41enne, funzionario dell’Agenzia delle Entrate dell’ufficio Contenzioso, fu arrestato il 20 aprile 2012 per concussione subito dopo avere ritirato da Sabina Zabberoni, l’allora managing director della nota boutique “Julian Fashion” di Milano Marittima, quella che secondo l’accusa doveva essere una bustarella per trasformare un verbale da 800mila euro, frutto di una verifica fiscale della guardia di Finanza, a 150 mila euro.

Le indagini coordinate dal pm Lucrezia Ciriello hanno scandagliato vari settori restituendo alcuni episodi di varia natura (quattro o cinque) ritenuti a carico del 41enne, di cui due con la stessa persona.

Il 41enne, di origine lucana ma per ragioni di lavoro trasferitosi prima a Lugo e poi a Ravenna sempre come funzionario delle Entrate, dopo un paio di mesi in carcere a giugno 2012 aveva ottenuto gli arresti domiciliari nelle Marche a casa di una familiare. E a settembre di quello stesso anno era tornato completamente libero con il solo divieto di dimora sull’intera provincia ravennate.

A fare scattare il suo arresto era stata la stessa negoziante che, dopo la proposta del funzionario, attraverso il proprio legale (l’avvocato Lorenzo Valgimigli) si era rivolta al pm di turno Ciriello tramite denuncia in grado di fare scattare la trappola investigativa. All’appuntamento in un bar di Milano Marittima, la donna si era presentata con il telefono cellulare attivato sulla funzione “registratore”. Gli agenti di pg erano dietro l’angolo: per Ricciardi inevitabile l’arresto in flagranza dato che la busta con i soldi gliela avevano trovata in tasca. Il funzionario, dopo essersi detto disponibile a risarcire la commerciante, si era a caldo assunto le proprie responsabilità, chiedendo scusa e annunciando le dimissioni per evitare imbarazzi alle Entrate.

Previous articleToti lancia la costituente ‘L’Italia in crescita!’
Next articleBlitz contro la mafia foggiana, arresti anche nella provincia di Rimini

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.