Ecco cosa c’era. Amianto. Tanto amianto. I sospetti purtroppo si sono rilevati veri. C’era il rifiuto speciale nella piazzola sprofondata a febbraio nella E45 a Pieve Santo Stefano tra le due uscite.
La notizia arriva dall’incidente probatorio che si è svolto in tribunale ad Arezzo. Il perito superperpartes nominato dal giudice ha parlato di una presenza massiccia di amianto nel terreno prelevato per svolgere le indagini delegate dalla Procura.
Sono numeri elevati quelli che ha snocciolato l’esperto che ha esaminato minuziosamente il terreno franato. Nella relazione la quantità rilevata è del 350% superiore ai limiti della legge: 3470 milligrammi per chilo contro una quantità massima ammessa pari a 1000.
L’ingegner Luigi Boeri di Livorno, il perito nominato dal giudice per le udienze preliminari ha eseguito i controlli dopo i primi sospetti dei Carabinieri forestali che avevano posto sotto sequestro la zona della frana. La difesa degli indagati, un tecnico dell’Anas, il direttore dei lavori, chi trasportò il materiali e altri, hanno chiesto un rinvio per poter continuare l’incidente probatorio per permettere ad un altro perito di svolgere un’ultima analisi. Si tornerà in aula del Tribunale di Arezzo il 21 novembre. 

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