Domenica 25 settembre siamo tutti chiamati alle elezioni politiche che determineranno il nuovo Parlamento del Paese. Ancora in atto una forte propaganda dei candidati. Promesse per tutti i cittadini ( poi alla resa dei fatti magari non sarà così). Vediamo cosa potrebbero trovare nel prossimo futuro pensionati e lavoratori vicini alla pensione.

Facciamo una breve introduzione sulla situazione pensionati in Italia. Sono 16 milioni coloro che percepiscono una o più pensioni, 7,7 milioni maschi e 8,3 milioni le donne. Circa un terzo di questo, esattamente il 32%, percepiscono un assegno al di sotto dei mille euro. Ricordiamo che la pensione minima è fissata oggi in 525 euro e molti di quel 32% percepisce ancora oggi tale somma o poco di più! Il costo totale delle pensioni nel nostro Paese si attesa a 312 miliardi l’anno (spesi anche per coloro che non hanno mai versato un euro di contributi e che comunque ricevono la minima di cui sopra). Altro dato estemporaneo che vale la pena ricordare: in Italia ogni 100 lavoratori ci sono 68,64 pensionati e con questo trend nel 2050 ci saranno ben 105,73 pensionati ogni 100 lavoratori ( negli USA oggi 38,26 e 2050 53,48; in Francia oggi 60,35 nel 2050 80,49). Come si vede un percorso in avanti decisamente preoccupante, cui la politica dovrà dare una risposta corretta e….soddisfacente.

Oggi in Italia è in vigore il regime di pensione di vecchiaia che inizia a 67 anni (adeguato in base all’aspettativa di vita) con una contribuzione di almeno 20 anni. Sono in essere alcune modalità di pensionamento particolari come l’Ape volontario o sociale, quota 102 (64 anni e 38 anni di contributi).

Dal primo gennaio di quest’anno, senza intervento di modifica legislativa, si ritorna alla Legge Fornero : 67 anni di età, anticipabile con taglio dell’assegno, con età uomini a 42 anni e 10 mesi e donne con 41 anni e 10 mesi.

Vediamo le nuove proposte dei partiti:

Il Centro destra affronta il tema pensioni con tre proposte: Forza Italia punta sull’aumento del minime a 1000 euro. (Costo di 31,2 miliardi). La Lega propone quota 41, che consentirebbe l’uscita dal lavoro con 41 anni di contributi versati, al netto dell’età. (Costo di 8 miliardi l’anno). Per Fratelli d’Italia si punta al potenziamento di Opzione donna che consentirebbe alle lavoratrici dipendenti od autonome di andare in pensione a 58 anni di età con 35 anni di contributi e ricalcolo contributivo.

Il Partito Democratico non ha una proposta organica. Comunque il punto di partenza è garantire una maggiore flessibilità nell’accesso alla pensione a partire dai 63 anni, da realizzarsi nell’ambito dell’attuale regime contributivo, puntando comunque su Ape sociale e Opzione donna.

Più definita la proposta di Sinistra Italiana-Europa Verde. Si propone l’uscita a 62 anni o con 41 anni di contributi, riconoscendo i periodi di disoccupazione involontaria. Portare la pensione minima a 1000 euro.

Il Movimento 5 Stelle per voce di Giuseppe Conte dice no al ritorno della Legge Fornero. Propone invece per tutti coloro che si trovano nel sistema misto ( quelli che hanno anche anzianità contributiva prima del 31 dicembre 1995) di uscire a 63 anni percependo subito la parte contributiva cui verrà aggiunta la parte retributiva al raggiungimento dei 67 anni. Per le donne un riconoscimento di un anticipo di un anno per ogni figlio ( fino a massimo di tre figli). Per i giovani riscatto gratuito per il periodo di laurea.

Il Terzo Polo non ha una proposta organica innovativa, anche se per Matteo Renzi e Carlo Calenda parrebbe giunto il momento di rimettere in vigore la Legge Fornero. Calenda ha poi bocciato la proposta di quota 41, che a suo parere costerebbe 65 milioni di euro, confermate dall’INPS, ma in sette anni pari quindi a circa 7,3 milioni all’anno. Anche Renzi e contro quota 100 e quota 41 ma auspica misure di flessibilità soprattutto per lavoratori in difficoltà.

Queste sono le idee e le promesse, staremo a vedere. E per tutti i problemi previdenziali e assistenziali invito a visitare il Patronato 50&più presente presso tutti gli uffici della Confcommercio in ogni città italiana.

Ottavio Righini

”Conad”/
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