Nei giorni scorsi la Polizia di Stato, a Forlì, ha arrestato per la terza volta un cittadino albanese per “stalking” a danno della ex compagna.

L’uomo non si è rassegnato alla fine della relazione, terminata definitivamente lo scorso anno per volontà della donna, ossessionata dalle manie di gelosia dell’uomo che ha esercitato un controllo totale sulla vita della vittima. Infatti erano emersi pedinamenti, controlli sui social e perfino minacce di morte. Un primo arresto c’è stato a gennaio, in flagranza differita, dopo che la donna, minacciata per l’ennesima volta di morte, ha chiesto l’intervento della Polizia ed è stato attivato il codice rosso. Durante le indagini, gli investigatori della Squadra Mobile hanno trovato sul telefono della vittima messaggi con minacce di morte espresse, reiterate e di crescente intensità ed allarme. Grazie alle recenti modifiche normative che consentono di poter effettuare l’arresto in flagranza “differita”, quando è stata acquisita la “documentazione” da dispositivi di comunicazione da cui risulta inequivocabilmente l’autore, l’uomo è stato arrestato e condotto in carcere. Si è trattato di una delle prime applicazioni della normativa e che consente di garantire maggiore sicurezza alle vittime di reati commessi in ambito domestico.

Dopo un periodo di detenzione ed in attesa del processo, l’uomo era stato scarcerato e sottoposto al divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima. Gli investigatori della Squadra Mobile, intuendo che l’uomo poteva anche non rispettare le prescrizioni, hanno seguito l’uomo nei suoi spostamenti e nel frattempo raccolto le dichiarazioni della vittima che, impaurita, ha riferito di aver  visto l’uomo aggirarsi presso il suo luogo di lavoro. Così una sera un polizotto della Squadra Mobile, libero dal servizio, ha notato che lo “stalker” si aggirava nei pressi del locale dove lavora la vittima. Sono intervenuti equipaggi a supporto e l’uomo è stato arrestato in flagranza.

Dopo una seconda scarcerazione, il seguito delle indagini svolte dalla Squadra Mobile ha consentito di raccogliere altri elementi da cui si è rilevato che l’uomo ha ripetutamente trasgredito le prescrizioni e i divieti disposti. L’Autorità Giudiziaria ha quindi disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari, in forza della quale venerdì scorso l’uomo è stato nuovamente arrestato; inoltre gli verrà applicato il braccialetto elettronico per monitorarne gli spostamenti.

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