Si sarebbero suicidati in contemporanea. È questa l’ipotesi al vaglio del Nucleo Operativo della Compagnia di Meldola per i due coniugi trovati morti, ieri sera, nella propria casa di Spinello, frazione di Santa Sofia, in provincia di Forlì-Cesena. Ad allertare le forze dell’ordine, dopo le 20, è stato il figlio di Paolo Neri e Stefania Platania, preoccupato dalla circostanza di non riuscire a mettersi in contatto con i genitori.
I due – 67 anni lui e 65 lei – ex dipendenti del Senato in pensione. Vivevano a Roma ma quando potevano amavano passare qualche giorno a Spinello di Santa Sofia, piccolo borgo dell’Appennino forlivese, in provincia di Forlì-Cesena, dove, diversi anni fa, avevano acquistato una casa in viale dei Pini. La stessa dove ieri sera, nella camera da letto, sono stati trovati morti con due pistole accanto ai corpi. Paolo Neri, originario di Marino, in provincia di Roma, e Stefania Platania, della Capitale si sarebbero suicidati «in contemporanea» a colpi di pistola. L’ipotesi più accreditata, al vaglio del Nucleo Operativo della Compagnia di Meldola, finora è questa.
Sull’ipotesi del doppio suicidio non ci sarebbero dubbi. Entrambi avevano un foro di uscita di un proiettile nella parte occipitale del cranio e, considerata la copiosa fuori uscita di sangue dal cavo orale, si presuppone che si siano suicidati puntandosi la pistola in bocca. C’era anche un post-it sul comodino della camera da letto scritto al plurale “nella speranza – diceva – di poter trovare un luogo migliore”. Si erano trasferiti a Spinello nel 2012, quando si paventava l’ipotesi della fine del mondo e Spinello era stata indicata come l’unico posto al mondo che si sarebbe salvato. Avevano fatto costruire un bunker sotto casa, fecero una riserva di provviste infinita.
Spinello, località a monte di Santa Sofia era stato indicato dai seguaci di Ramtha come un posto «benedetto». Come luogo in cui trascorrere il fatidico giorno profetizzato dai Maya come fine del mondo: il 21 dicembre 2021. E’ stato il figlio ad allertare le forze dell’ordine, dopo le 20 di ieri, preoccupato perché non riusciva a mettersi in contatto con loro, a chiamare una vicina di casa dei genitori. Per entrare in casa i Vigili del Fuoco hanno dovuto forzare la porta d’ingresso. Poi i carabinieri hanno trovato i due corpi riversi a terra, nella camera da letto nel secondo piano. Da una prima ispezione cadaverica i due erano morti da almeno un giorno.




















