E’ stato derubricato in eccesso di legittima difesa il reato di omicidio volontario per Mario Cattaneo, l’oste di Casaletto lodigiano, in provincia di Lodi, dal cui fucile partì una rosa di pallini che uccise un ladro romeno, Petre Ungureanu di 32 anni, che era entrato nella sua proprietà la scorsa primavera. La decisione è stata resa nota dal suo legale Vincenzo Stochino. La perizia che ha ricostruito l’accaduto e che ha convinto il pm di Lodi ha derubricare il reato di omicidio volontario in quello meno grave di eccesso di legittima difesa è stata eseguita dall’istruttore di balistica forense Martino Farneti di Predappio e dall’ex generale Luciano Garofano. Era il 10 marzo 2017 quando accade la tragedia: quattro sconosciuti si introducono nella proprietà di Cattaneo per rubare, l’oste si sveglia di soprassalto nel cuore della notte. Sono appena passate le 3 e con il figlio e la moglie scende dal primo a piano terra. Lui imbraccia fucile. Mario e il figlio cercano di aprire la porta che dà su un cortiletto in cui sentono rumori. Quando riescono, a fatica, a aprire la porta, uno degli aggressori afferra l’arma che Cattaneo imbraccia, perde l’equilibrio, cade e parte un colpo. Ungureanu cade a terra ferito. I tre complici lo portano fuori dalla proprietà. Nei confronti di Cattaneo è quindi caduta l’accusa, inizialmente formulata dal pm Laura Siani, di omicidio volontario. “Va bene così dice Cattaneo, ma si aspettava di essere scagionato su tutto. E Vincenzo Stochino, uno dei difensori di Cattaneo, è pronto a presentare una memoria difensiva o una richiesta di interrogatorio, a fronte di una dinamica pienamente chiarita dai Ris e dai consulenti di parte (gli esami scientifici della difesa erano stati affidati appunto all’ex comandante del Ris di Parma, il generale Luciano Garofano, e all’istruttore di balistica forense Martino Farneti di Predappio), e coincidente con le dichiarazioni del commerciante. (Nella foto Mario Cattaneo mostra il braccio ferito)
